«Qui al Comune ho rivisto persone che conosco, ed è un onore ricevere la targa. È vero che dieci anni fa avevo raggiunto solo il quarto posto sul campo, ma non sono mai stata così suscettibile di prendermela tanto, tuttavia avevo sempre pensato che quel quarto posto di dieci anni fa fosse stretto: per l’impegno che ci avevo messo in quel Mondiale, ero rimasta ai piedi del podio – ha detto Antonietta Di Martino -. La medaglia ha anche una forma particolare. Riceverla dopo dieci anni è una sensazione un po’ diversa, perché fondamentalmente dopo la gara, quando si vince, è tutta un’altra cosa. Sono arrivata lì per ricevere questo bronzo in Qatar, dopo quattro anni che non pratico più l’attività sportiva, però comunque è stata una sensazione particolare. Non sono un tipo malinconico, perché in tutto ciò che ho fatto ho dato sempre il cento per cento. Nel momento in cui mi sono ritirata non ho avuto nessun rimpianto: chiamai il colonnello della Finanza e gli feci sapere che il mio tempo era finito. E lui mi fece i complimenti perché mi disse che raramente gli atleti prendono tali decisioni da soli».
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