Cava de’ Tirreni, la costruzione dell’identità aragonese

Si è tenuto, venerdì 19 luglio, nella’Aula Consiliare “Sabato Martelli Castaldi” del Palazzo di Città, il convegno di studi: “Cava aragonese: la costruzione di una identità”, che ha aperto la tre giorni di eventi della XLV edizione de: “La Pergamena Bianca, Li Quattro Distretti”, coorganizzati dall’Atsc (Associazione Trombonieri, Sbandieratori e Cavalieri) e l’Amministrazione Servalli.
Un approfondita analisi del contesto storico dell’epoca, e degli avvenimenti che portarono alla concessione della Pergamena Bianca prima e dei Privilegi, poi, alla Città de La Cava, nel 1460 al tempo del Regno di Napoli. E che ha ribadito, ancora una volta, la lealtà, l’onore, il valore, il coraggio di un popolo che non si vendette né si sottomise agli angioini nella disputa per il regno, contro il re aragonese Ferrante I d’Aragona, subendo un sanguinoso assedio, senza mai arrendersi, anzi, attaccando le milizie angioine, preferendo fare terra bruciata dei raccolti piuttosto che cadere nelle loro mani. Atti eroici che fecero parlare del popolo cavoto come il più fedele al re e alla corona aragonese, non per i fantomatici 500 militi che irruppero alla Battaglia di Sarno, un falso storico oramai conclamato, ma perché furono gli unici, seppur accerchiati, dai soldati di Carlo d’ Angio’ e dai Baroni dei territori circostanti che si vendettero alla causa angioini, a tenere alto l’onore del regno.

Ne hanno parlato il prof. Francesco Senatore, direttore scientifico del convegno che si è avvalso dei patrocini del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli studi di Napoli Federico II; CESURA, Centro Europeo di Studi su Umanesimo e Rinascimento Aragonese; Dispac, Dipartimento di scienze del patrimonio culturale Università degli Studi di Salerno, nella sessione mattutina, Pierluigi Terenzi (Università degli studi di Firenze), su “Città e cittadini nel Mezzogiorno d’Italia”, Amalia Galdi (Università degli studi di Salerno), su “Salerno e Cava: le origini del conflitto”, Davide Passerini (Università degli studi Federico II di Napoli), su “Le guerre dei Durazzo fra Terra di Lavoro e Principato Citra”, Davide Morra (Università degli studi Federico II di Napoli), su “Le risorse del territorio”, nella sessione pomeridiana, Giuseppe Foscari (Università degli studi di Salerno), su “Globale e locale: le guerre d’Italia”, Bianca De Divitiis (Università degli studi Federico II di Napoli), su “La forma della Cava”, Francesco Senatore (Università degli studi Federico II di Napoli), su “La memoria della pergamena bianca”, ha concluso i lavori, Armando Lamberti, vicesindaco assessore alla Cultura di Cava de’ Tirreni.

“È stato riconosciuto – afferma il Sindaco Vincenzo Servalli – l’unicità della Pergamena Bianca che Cava de’ Tirreni custodisce da 559 anni. Non esistono altri documenti del genere che testimoniano l’onore, la fedeltà e la lealtà di un popolo, ai quali, per riconoscenza, il sovrano concesse privilegi esclusivi, come commerciare senza pagare dazi in tutto il regno, e che fecero diventare ricca, potente e molto influente la città di Cava. Abbiamo voluto, in questi anni fare chiarezza e mettere ordine anche nella straordinaria storia che ci hanno trasmesso i nostri padri e che ancora oggi può essere strumento di sviluppo e promozione della nostra città”.