Non si sa se fosse un clan, ma andrà motivato e spiegata diversamente quella che è la natura dell’organizzazione criminale che farebbe riferimento a Dante Zullo. Così la Cassazione ha accolto il ricorso della Dda di Salerno dopo il giudizio del tribunale del Riesame, che aveva riqualificato giuridicamente in associazione semplice le accuse di camorra mosse al gruppo di Cava de’ Tirreni. Un annullo con rinvio, il che vuol dire che il Riesame dovrà nuovamente pronunciarsi sulla vicenda, ma in maniera più approfondita. Sullo sfondo c’è l’ultimo di una serie di blitz, risalente ad ottobre, contro il gruppo Zullo. Il Riesame, chiamato in causa dopo i ricorsi degli avvocati difensori, aveva escluso l’aggravante mafiosa. Quattordici gli indagati totali, con la base operativa localizzata nella frazione di Santa Lucia. A finire in carcere erano stati anche Dante e Vincenzo Zullo , padre e figlio, ritenute figure dominanti dalla Dda del clan “mafioso”. insieme a V.P. , D.C. e M.C. Il sostituto procuratore antimafia Vincenzo Senatore contesta episodi e accuse a vario titolo per estorsione, usura, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Per la Dda, i Zullo avrebbero messo le mani sull’intera città di Cava de’ Tirreni, gestendo lo spaccio e provando ad infiltrarsi anche nell’amministrazione comunale. “A Cava è il numero uno”, così diceva l’ex genero Sorrentino, poi diventato collaboratore di giustizia. Grazie alle sue dichiarazioni, la Dda negli ultimi mesi ha condotto almeno tre blitz contro i vertici e i sodali della presunta organizzazione.

