Cause perse, soldi bruciati e debiti fuori bilancio: il Comune paga, i cittadini incassano… ma solo le beffe

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di Giorgia Valentini

C’è un vizio antico nei palazzi comunali italiani: si litiga in tribunale, si perde, si paga. Il tutto con soldi pubblici, cioè nostri. Nocera Inferiore non fa eccezione. L’ultima determina parla chiaro: oltre 4.600 euro che il Comune è stato costretto a liquidare per una sentenza del Giudice di Pace.

Una cifra che, da sola, non fa tremare i conti di un bilancio, ma che racconta una verità scomoda: i debiti fuori bilancio sono diventati la regola, non l’eccezione. Un modo elegante per dire che l’Ente non aveva previsto la spesa, ma adesso è obbligato a saldare. In pratica, il conto lo prendiamo tutti. Al cittadino che ha fatto ricorso vanno 2.700 euro. All’avvocato che lo ha difeso, quasi 1.900 euro. Fine della storia? Non proprio. Perché dietro questi numeri si nasconde una falla più grande: un’amministrazione che rincorre i problemi invece di prevenirli.

Il Comune certifica trasparenza e correttezza contabile. Bene, giusto. Ma è come vantarsi di aver pagato la multa in tempo. La vera domanda resta inevasa: perché quelle cause si perdono? Perché continuiamo a trasformare gli errori in capitoli di spesa? Nocera, come tanti altri Comuni, non può più permettersi di vivere di sentenze. Ogni euro bruciato in tribunale è un euro tolto alle strade dissestate, alle scuole che cadono a pezzi, ai servizi che mancano. E allora il messaggio è semplice: meno avvocati da pagare, più responsabilità da esercitare. Perché i cittadini sono stanchi di incassare solo le beffe.