Avrebbero fatto sesso con una ragazzina di 13 anni per almeno due anni, forti del consenso della madre. In cambio, soldi e vari regali. Nei confronti di cinque persone – due donne e tre uomini – la Procura di Salerno ha formulato richiesta di rinvio a giudizio. Le accuse vanno dalla violenza sessuale al favoreggiamento, fino allo sfruttamento della prostituzione minorile (questa contestazione è per il genitore, una mamma di 39 anni), con ruoli distinti per ognuno degli indagati. I fatti si sarebbero consumati tra il 2015 ed il febbraio 2016, tra Castel San Giorgio e Roccapiemonte. I cinque compariranno davanti al gip il prossimo 19 settembre.
Ad innescare le indagini – condotte dai carabinieri di Mercato San Severino – le confidenze della nonna della piccola, raccolte durante un litigio tra la prima e la madre. I protagonisti della vicenda sono appunto la madre della piccola e un uomo di 62 anni, piastrellista. I due si erano conosciuti in casa durante dei lavori. Proprio lui, approfittando delle difficoltà della famiglia, con la madre affetta da problemi psichiatrici e un marito malato, a letto, aveva cominciato ad entrare in confidenza con la donna. Da lì, in cambio di soldi e sigarette era poi riuscito a consumare rapporti sessuali con la figlia della donna, una minore di 13 anni. Diversi gli incontri – consumati tra casolari e baracche tra Castel San Giorgio e Roccapiemonte – registrati dai militari. Da qui, la scoperta del coinvolgimento altre persone: un uomo, amico del 62enne, che pur di avere rapporti sessuali con la madre della piccola, non esitò a pagare il piastrellista; un romeno di 39 anni, arrestato qualche settimana dopo le prime tre misure di custodia cautelare, accusato di aver avuto rapporti sessuali con la minorenne; quindi una donna di 61 anni, denunciata a piede libero, sospettata di aver procacciato e fatto prostituire altre donne (alcune in corso di identificazione) insieme ad uno degli altri indagati. Infine un ragazzo di 29 anni, accusato di essersi intrattenuto con la ragazzina, nonostante la minore età: incontri “documentati” da alcune fotografie pubblicate sul profilo Facebook, che ritraevano baci con la ragazzina.
Centrale, nell’ambito dell’indagine, la figura della madre della 13enne, che avrebbe poi preso ad indurre la figlia a consumare altri incontri proibiti.

