Castellammare, su Marina di Stabia e Dos le scelte vanno fatte in Consiglio Comunale e condivise con la città

La richiesta di Base Democratica e Democratici Progressisti inviata al Sindaco Vicinanza

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apuzzo
mn24.it

Un documento ufficiale accompagna la presa di posizione di Base Popolare e Democratici Progressisti su Marina di Stabia Dos e Savorito.

Una scelta chiara quella fatta da una parte della maggioranza che ha eletto Vicinanza che in Consiglio Comunale è rappresentata dal dr. Maurizio Apuzzo.
Una proposta che da un lato invita l’Amministrazione a concentrare le risorse del Prius su CMI e Savorito, e dall’altro invita il Sindaco a portare nell’assise comunale tutto il discorso legato a Marina di Stabia e Dos.
Un documento articolo che parte dal presupposto di evitare che ancora una volta la città possa subire scelte calate dall’alto.

L’obbiettivo e quello di allargare il più possibile il discorso alle forze politiche, agli imprenditori e al sindacato affinché ci sia il massimo coinvolgimento possibile per portare a casa, nell’interesse della città, il migliore risultato possibile in termini di risorse economiche da poter utilizzare per il futuro di Castellammare di Stabia.

Questo, il contenuto integrale del documento.

Le proposte avanzate a metà degli anni 90, da parte della società STIS, di realizzare Marina di Stabia e del gruppo Zacchello il Crown Plaza, posero le istituzioni, la politica, le forze sociali e la città, di fronte alla necessità di compiere scelte nuove, non basate più sulla sola difesa delle fabbriche. La crisi dell’apparato industriale, su cui già tanto si è scritto, colpì duramente non solo Castellammare, ma anche Torre Annunziata, Pozzuoli, Napoli e tanti altri territori della nostra Regione.

 Lo strumento del Contratto d’Area,” inventato”, grazie alle lotte del mondo del lavoro, per rispondere agli effetti della crisi e tracciarne una possibile via d’uscita, diventò il contenitore per accogliere l’insieme delle idee, dei progetti. Il rapporto tra le Istituzioni – Governo, Regione e in primo luogo il Comune e le parti sociali, consentì di selezionare  priorità che rafforzarono la necessità e di puntare, insieme  alla difesa del Cantiere  anche sul turismo,  sulla valorizzazione della nostra costa , delle nostre risorse archeologiche e culturali:  dalla riorganizzazione della linea di produzione con il nuovo capannone a forma di nave per Fincantieri ,al  recupero delle A. Terme, della Reggia con la proposta del Museo a Villa Gabola. Riflettere sui limiti di quella programmazione e sugli spazi che si sono aperti, sulla possibilità- che forse ancora abbiamo- di utilizzare le risorse europee, diventa essenziale per rilanciare il ruolo della nostra città.

Non possiamo permetterci di perdere i finanziamenti ottenuti.

Castellammare può svolgere una funzione di raccordo importante per la fascia costiera, con i suoi due Porti, con il mare, le nostre sorgenti e con l’ampliamento del sistema dell’accoglienza.  

Fincantieri e il Porto Antico, Marina di Stabia e le A.Terme, Faito e l’area Archeologica, in questo contesto rappresentano potenzialità che non possiamo perdere.  Marina di Stabia, Fincantieri, Porto Antico, e i quartieri non possono rimanere in sospeso per il valore e le potenzialità che hanno. Su questo aspetto sarebbe molto più forte costruire delle intese, dei tavoli di lavoro anche con imprenditori e sindacato, per ragionare tutti insieme sulle soluzioni da discutere in Consiglio Comunale e poi portare, con la forza di un accordo, le realtà interessate a tutti i tavoli per ottenere le necessarie risorse e autorizzazioni per determinarne la partenza.

Sono punti “speciali”, che per questi motivi non devono essere trattati come aspetti che rientrano nella normale amministrazione. Su Marina di Stabia ad esempio, una struttura strategica non solo per Castellammare, non è accettabile che se ne discuta e si prendano decisioni, così come rischia di accadere, con la strana procedura messa in piedi dalla Zes.

 E’ ciò sta avvenendo, nonostante gli orientamenti espressi dal Consiglio Comunale nella seduta del 26 novembre 2024.  

Il punto che abbiamo di fronte sul “completamento atteso da anni delle opere a terra “è semplice: ci vogliamo limitare a inviare solo il parere negativo, su un progetto che propone di realizzare case e la riduzione degli spazi e dei servizi previsti per la città, lasciando però nei fatti che siano altri come la Zes a decidere? O, cosa che avremmo già dovuto fare, ci adoperiamo sul serio per riaffermare che spetta alla città principalmente intervenire, mettendo in campo iniziative forti, come   richiesto dal Consiglio Comunale?

Non aiuta certamente a rendere più chiara questa vicenda, quanto viene riportato nel verbale della conferenza del 27 marzo u.s.:” Il Comune di Castellammare, attraverso il Dirigente Area Urbanistica, conferma integralmente il contenuto dell’ultimo parere depositato agli atti il 26 /03/2025. Rappresenta che il progetto si è evoluto e perfezionato, e si è costruita una base solida su cui interloquire, seppur permanendo alcune criticità in merito alla questione degli alloggi dei servizi (che per il Comune non risulta adeguatamente aggiornata)”.

Si è svolta una discussione per esprimere tale valutazione a verbale? E tra chi?  La scelta di partecipare alle conferenze indette dalla Zes, oltre a essere grave appare anche irriguardosa per aver mancato di informare e coinvolgere in questi quattro mesi   l’Assemblea cittadina sugli sviluppi dei rapporti con Marina di Stabia.

Gli aspetti da chiarire sono questi:

– Spettava e spetta a ZES o al Sindaco di Castellammare, in quanto Responsabile del contratto d’Area convocare la conferenza dei servizi? Per quali motivi non abbiamo rivolto in questi 10 mesi un semplice quesito al MISE, come fece la Regione, per sapere se funzioni precedenti siano state assorbite dalla ZES?
Dagli atti della Regione del 2020, infatti, da quelli prodotti della precedente Amministrazione fino al 2021, sembra che spetti al Sindaco farlo nella sua funzione di responsabile del contratto d’area. Lo stesso Sindaco di Castellammare, del resto, solo pochi mesi fa, nella qualità di responsabile del Contratto d’Area, ha presieduto una riunione con il Sindaco di Torre Anta, sindacati ecc. sul MaxiMall (ex Italtubi) area inserita appunto nel contratto d’area.

– Se Zes è stata creata per sostenere nuove iniziative, Marina di Stabia può essere definita tale, dal momento che l’intero progetto è stato approvato nella conferenza dei servizi del 2003 e recepito per intero nell’adeguamento del Prg al Put del 2007? Il mancato completamento delle opere a terra, in tutti i casi, è dipeso da scelte operate della società e non da ostacoli frapposti dal Comune. Ancora, chiediamo: tra i compiti affidati alla ZES – sostenere le iniziative produttive- quelli legati all’edilizia non sono chiaramente esclusi?

– ZES nasce, inoltre, per accelerare le procedure, nel caso di Marina di Stabia accade l’opposto. La conferenza, se si esclude la pausa giusta per la perdita del presidente La Mura, e l’attesa per l’esame VIA del Ministero dell’Ambiente, è aperta da dicembre 2023. Da più di un anno.  E’ una procedura corretta?

Su questi aspetti diventa fondamentale aprire una discussione – come richiesto anche a febbraio con una lettera- nell’interesse della città. E’ necessario e urgente ancora di più farlo, dopo la scelta discutibile di affidare all’esterno l’elaborazione del documento di orientamento strategico per accedere ai fondi del Fers 2021-27. Il Consiglio e la città dovrebbero essere chiamati a contribuire a definire prima almeno le linee, le priorità, le azioni, una base concreta   cioè su cui poggiare DOS e programma Prius. Sulle risorse assegnate con il Prius alla nostra città, perché non fare la scelta netta, coerente con la delibera approvata di recente in Consiglio Comunale, di destinarle per completare la rigenerazione del SAVORITO e, d’intesa con l’ACER, per gli interventi da prevedere per il CMI? Noi lo proponiamo.

Nelle linee guida del programma Prius si afferma che”Gli interventi devono essere destinanti, in via prioritaria, a:

· Promuovere e valorizzare il patrimonio culturale;

· La rigenerazione urbana, il potenziamento/decentramento dei servizi e degli attrattori; la riqualificazione urbana specie nei contesti insediativi più marginalizzati o a rischi Marginalizzazione

Certo aiuterebbe molto, per i compiti che ci attendono, anche poter avere il Puc approvato. Strumento importante che dovrebbe contenere regole e una visione futura per la nostra città. Ad estate che sta per iniziare, ad un anno dalla “balneabilità ritrovata” non abbiamo ancora discusso del PUAD sarebbe utile che anche su questo se ne parlasse in Consiglio Comunale