Castellammare, Stabia Scavi: disagi e servizi assenti

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È una stazione nuova, moderna, simbolo di rilancio per Castellammare di Stabia. Eppure basta un episodio quotidiano per far emergere tutte le contraddizioni di un’infrastruttura che, almeno sulla carta, dovrebbe rappresentare un passo avanti per la mobilità cittadina. Alla stazione Stabia Scavi dell’EAV, inaugurata da pochi mesi e pensata come snodo strategico per pendolari e turisti diretti verso gli scavi archeologici, il servizio al pubblico mostra già crepe evidenti.

Il racconto arriva da una passeggera che il 3 gennaio, intorno alle 15.40, si è trovata davanti a una situazione tanto semplice quanto paradossale. Per acquistare un biglietto è stata costretta a uscire dalla stazione, cercare un esercizio commerciale aperto e cambiare una banconota da 20 euro perché la macchinetta automatica non la accettava. La biglietteria, nel frattempo, era chiusa. Nessuna alternativa. Nessun supporto.

Stabia Scavi EAV e il paradosso della stazione nuova

La stazione Stabia Scavi EAV nasce con l’obiettivo di migliorare l’accessibilità a una delle aree più importanti della città, a pochi passi dal sito archeologico e in una zona strategica per i flussi turistici. Una struttura recente, inserita in un più ampio piano di riqualificazione del trasporto ferroviario locale, che dovrebbe garantire efficienza, accoglienza e servizi adeguati.

Eppure l’episodio solleva una domanda inevitabile: com’è possibile che una stazione di nuova costruzione non garantisca almeno la possibilità di acquistare un biglietto in modo semplice e continuo? Una macchinetta che rifiuta le banconote e una biglietteria chiusa nel primo pomeriggio rappresentano un cortocircuito organizzativo difficile da giustificare.

Stabia Scavi EAV e i disagi per utenti e turisti

Il problema non riguarda solo i residenti o i pendolari. Stabia Scavi EAV è una fermata pensata anche per chi arriva da fuori, per i visitatori che scelgono il treno per raggiungere Castellammare e le sue ricchezze archeologiche. Turisti che spesso non conoscono il territorio, non sanno dove cambiare denaro, non hanno alternative immediate.

Costringerli a uscire dalla stazione per cercare un modo di procurarsi monete o banconote più piccole significa trasformare un’esperienza di viaggio in un percorso a ostacoli. Un dettaglio? No, perché sono proprio questi dettagli a determinare la percezione di efficienza di un servizio pubblico.

Stabia Scavi EAV tra modernità e realtà quotidiana

L’immagine di una stazione nuova, pulita, tecnologicamente avanzata, stride con la realtà di un sistema che non riesce a garantire l’essenziale. La chiusura della biglietteria in orari ancora pienamente operativi e l’inaffidabilità delle emettitrici automatiche raccontano di una gestione che sembra non aver ancora messo al centro l’utente.

In una città come Castellammare di Stabia, che da anni prova a rilanciarsi anche attraverso il turismo e il miglioramento dei collegamenti, episodi come questo rischiano di diventare emblematici. Non servono grandi opere se poi manca l’attenzione ai servizi di base.

Stabia Scavi EAV, una domanda che resta aperta

La passeggera lo dice chiaramente: possibile che una stazione così recente offra un servizio così scadente? È una domanda che non riguarda solo un singolo episodio, ma l’idea stessa di mobilità pubblica. Una stazione non è solo cemento e binari, ma un luogo che deve funzionare sempre, soprattutto nelle piccole cose.

E finché a Stabia Scavi EAV comprare un biglietto diventa un problema, il rischio è che la modernità resti solo un’etichetta, mentre la quotidianità continua a raccontare un’altra storia.