Castellammare, spunta la lettera di Pupetta Maresca a Greco

Una lettera che salta fuori tra le carte sequestrate il 5 dicembre scorso nella casa dell’imprenditore, durante l’udienza del processo di oggi in cui ha deposto uno degli investigatori dell’inchiesta che, con Greco, ha portato in cella i capi di quattro cosche. L’ispettore Savarese, del commissariato di Castellammare, in una lunga deposizione ripercorre, un fotogramma alla volta, la processione dei boss che chiedevano soldi e assunzioni all’imprenditore in cella. “Sono nei guai per colpa dei pentiti”. Una lettera di una madre, dal passato pesante, rivolta ad Adolfo Greco. Trovata a casa dell’imprenditore insieme a soldi e agendine sequestrate. Ma quella lettera è firmata “Pupetta Maresca”. La donna, mai ricevuta dall’uomo d’affari in cella dal 5 dicembre dell’anno scorso, gli scrive per perorare la causa del figlio. Chiede un posto di lavoro, la stabiese che negli anni di guerra tra vecchia camorra e la NCO di Raffaele Cutolo, era contro il boss di Ottaviano. A lei l’imprenditore non apre la porta. E’ nella lista nera degli amici di Raffaele Cutolo e non sa che quando la storia della sua vita, e dei suoi guai con la giustizia, diventa una serie tv Greco ride di lei a telefono con il socio Antonio Polese. Insieme nel passato per l’acquisto del Castello, per cui furono a processo per favoreggiamento, e nel presente con l’affare per la riconversione dell’area Cirio a Castellammare, fino a quando il proprietario della Sonrisa a Sant’Antonio Abate non è morto, ridono della serie tv poi sospesa tra le polemiche.