Castellammare sotto assedio: raffica di furti e la città vive nell’incertezza

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A Castellammare di Stabia i furti non fanno più rumore. Arrivano di notte, rapidi, quasi metodici, e lasciano dietro di sé serrande piegate e la sensazione che qualcuno stia osservando, studiando, tornando. Nelle ultime settimane la mappa dei colpi si allunga e disegna una traiettoria inquietante che attraversa quartieri, attività diverse, ma con dettagli che si ripetono come una firma.

La ludoteca Nuvoletta Bianca, colpita nel cuore della notte

Via Plinio 5. Un indirizzo che fino a ieri evocava bambini, giochi, compleanni. Stanotte è diventato l’ennesimo punto segnato in rosso. La ludoteca Nuvoletta Bianca è stata forzata e svaligiata. Un luogo simbolico, frequentato da famiglie, trasformato in bersaglio come qualsiasi altra attività commerciale.

Non è solo il danno economico a pesare, ma il colpo psicologico. Chi entra in una ludoteca non ruba solo oggetti o denaro, entra in uno spazio pensato per i più piccoli. È un confine che viene superato senza esitazione. Dalla ludoteca sono stati trafugati circa 200 euro oltre al danno strutturale di 1000 euro, per porta e serranda danneggiate.

Il bar di via del Carmine

Ieri notte è toccato al bar Pause Café di via del Carmine. Un nome che ritorna nelle cronache locali, segno che certe strade sono diventate tappe fisse di un percorso criminale che sembra conoscere bene abitudini, orari, punti deboli.

La dinamica è simile: ingresso forzato, rapidità, nessuna traccia lasciata al caso. Chi ha agito sapeva dove mettere le mani. E soprattutto sapeva quando farlo.

Il fruttivendolo del 16 e le tre auto nel mirino

Il 16, qualche giorno fa, era toccato a un fruttivendolo. Anche lì, un colpo notturno. Anche lì, la sensazione di un copione già visto. Nello stesso arco temporale, sarebbero state danneggiate anche delle auto: in Piazza Ferrovia. Piazza Spartaco, Piazza Ferrovia e via Roma al buio: Vetri rotti, abitacoli rovistati, un’altra forma di assedio silenzioso che colpisce cittadini comuni, non solo commercianti. Non episodi isolati, ma frammenti di un’unica storia che si ripete.

La felpa sempre uguale, il dettaglio che inquieta

C’è un particolare che circola tra chi ha visto le immagini, tra chi ha parlato, tra chi ha provato a ricostruire. La felpa. Sempre la stessa. Un dettaglio apparentemente banale, ma che diventa inquietante quando torna identico in più episodi.

Non è una prova, ma è un segnale. Chi colpisce sembra non preoccuparsi troppo di cambiare volto, stile, modo di muoversi. Come se si sentisse al sicuro. Come se sapesse di poter tornare.

Una città che si sveglia con le serrande alzate a metà

Castellammare di Stabia si sveglia così, con i commercianti che alzano le serrande con cautela, pronti a scoprire se quella notte è toccata a loro. La percezione di insicurezza cresce, alimentata non solo dal numero dei furti, ma dalla loro continuità.

Bar, ludoteche, fruttivendoli. Attività diverse, stesso destino. E intanto le strade si riempiono di racconti, sospetti, rabbia trattenuta. Perché quando i furti diventano routine, il rischio più grande è l’assuefazione.

La domanda che resta sospesa

Chi colpisce conosce la città. Conosce gli orari, le zone, forse anche le abitudini. E finché non arriva una risposta chiara, Castellammare di Stabia resta in bilico tra la normalità del giorno e l’incertezza della notte.

Per ora restano i danni, le immagini sfocate, quella felpa che ritorna. E una città che chiede di non essere lasciata sola.