Lo aveva anticipato il Sindaco Vicinanza nel corso della nostra trasmissione Pop Corn, così per la gioia degli stabiesi e di quanti tengono a cuore la storia della città, ritorna il rito delle Sette Chiese legato alla tradizionale “struscio” del giovedì santo.
Un rito antico quello dei sepolcri che vide la luce nella Napoli del 1500, quando durante la settimana santa fu stabilito che non si poteva circolare con carri e cavalli, secondo quella che era una tradizione spagnola (la città all’epoca era governata da un Vicerè spagnolo).
Tra leggende e fatti veri ricordiamo che la parola “struscio” fu sdoganata nel settecento, e veniva legata sia allo strofinio delle scarpe sul suolo (allora le strade non erano quelli di oggi) sia al rumore degli abiti delle dame e delle armature dei cavalieri mentre compivano la passeggiata per via Toledo, per il rituale dei sepolcri visitando le chiese, che a loro volta dovevano essere sempre il numero dispari tra tre e sette, come ebbe modo di spiegare Matilde Serao nella sua opera “La Madonna e i Santi”.
Quella della numerologia era un fatto ricorrente nel Meridione dominato dagli spagnoli, che legava sacro e profano, ecco spiegato il perché di 7 chiese come i 7 gradi della perfezione, le 7 sfere celesti, i 7 rami dell’albero cosmico, 7 come i maggiori pianeti del sistema solare; ma anche 3 chiese potevano andare bene vista la religiosità dell’epoca, e quanto il tre avesse in se una forte componente religiosa, legata alla trinità oppure ala concetto di corpo-anima-spirito.
Nel passare dal sacro al profano anche la tavola viene accostata al giovedì santo da quando sotto il regno di Ferdinando IV di Borbone nacque l’usanza di cenare quel giorno solo con una “zuppa di cozze” in qualche caso sostituite con i “maruzzielli”.
Oggi questa usanza è ritornata, ma la Zuppa di Cozze è più sostanziosa vista la presenza del polipo e in qualche caso dei gamberi.
Tornando alle sette chiese di Castellammare l’inizio della manifestazione è previsto per le 20,30 e durerà fino alle 23.
Il giro comincia dalla Cattedrale per poi passare alla Chiesa del Purgatorio (appena restaurata), poi chiesa del Gesù con il suo fascino di storia e opere d’arte, si continua con la chiesa di San Bartolomeo, poi di Santa Caterina, per toccare le ultime due che sono quelle dello Spirito Santo e quella legata alla Madonna di Portosalvo (dove anticamente si registravano nascite e morti).
Un evento quello delle sette chiese cui hanno dato il contributo per la riuscita il Comune di Castellammare di Stabia, L’Arcidiocesi Sorrento-Castellammare, i parroci e le confraternite delle chiese, l’Associazione Post Fata Resurgo APS-ETS e il comitato Borgo Antico di Stabia.
Castellammare, ritorna lo “struscio” del giovedì santo
Il rito delle sette chiese domani dalle 20,30 nel Centro Antico di Castellammare

