Castellammare – Riprendono i lavori sulla collina di Varano

Qualche giorno fa, in seguito alle polemiche sorte per l’inizio dei lavori del doppio binario sul costone di Varano, lo scavo era stato fermato. La tregua è durata solo qualche giorno e oggi i lavori sono ripresi col ritorno degli operai  sul versante di collina. L’Eav precisa che sono sempre lavori di pulizia del costone di cui si parlava precedentemente e che continueranno in attesa della documentazione mancante a procedere. Intanto il Sindaco Gaetano Cimmino, dopo gli eventi di qualche giorno fa, quando sono intervenuti i carabinieri  della Forestale e la Polizia Municipale che  hanno sospeso i lavori per la mancanza di un parere tecnico del Consiglio Comunale,  annuncia: “Denuncerò in Procura  quello che sta accadendo  nel cantiere messo in piedi dall’Eav in via Grotta San Biagio”. Sulla vicenda è intervenuto anche il governatore della Regione Campania, quando in diretta facebook  aveva spiegato: “Se il raddoppio del binario arriva fino a Sorrento, allora vale la pena di fare un’opera che avrebbe un valore straordinario per la mobilità di tutta la costiera sorrentina”.  De Luca parla di  finanziamenti da trovare  per dare inizio ai lavori, anche a gennaio e, solo in quel caso, si procederà. “Certo che bisogna fare luce sulle modalità con cui si sta procedendo” afferma Cimmino, affidandosi alla magistratura per fare chiarezza e trovare i responsabili.

Il sindaco precisa che il progetto, approvato nel 2003, necessita di ulteriore approvazione del consiglio comunale per dare il via ai lavori.

Il primo ad opporsi a quanto sta accadendo, sin dall’inizio di questa vicenda, è stato il consigliere Tonino Scala, capogruppo di LeU, che si scaglia contro il Sindaco e afferma: “Continua il taglio degli alberi in via Grotta San Biagio. E’ pulizia quella? E’ un intervento invasivo che arrecherà danni irreparabili se non si interviene in tempo. Cosa aspetta il sindaco che qualcuno vada lì ad occupare il cantiere?”

Si prevede intanto l’intervento della Soprintendenza  e del parco archeologico di Pompei per accertare che lo scavo effettuato non abbia leso in alcun modo il sito archeologico.