Castellammare, pressing Pd su Vicinanza per le dimissioni

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Dopo le dimissioni di Ruotolo dal Consiglio comunale e di Tuberosa come capogruppo Pd, si intensificano i contatti in casa dem per convincere il Sindaco a dimettersi e scongiurare un nuovo commissariamento



Una situazione paradossale quella che sta vivendo la politica stabiese, con le dimissioni annunciate e poi formalizzate da parte di Sandro Ruotolo a cui hanno fatto seguito, sempre nella giornata di ieri, quelle da parte di Giovanni Tuberosa come capogruppo Pd a Palazzo Farnese.



Ma procediamo con ordine e proviamo a ricostruire i fatti.



A fine novembre escono fuori delle intercettazione che fanno emergere possibili rapporti tra due consiglieri comunali di maggioranza con esponenti dei clan stabiesi.

Pur non essendo i due ancora indagati, Vicinanza non ci pensa su due volte e mette fuori dal perimetro della maggioranza i consiglieri comunali in questione, pensando così di aver in qualche modo messo un argine alla situazione.

Sandro Ruotolo europarlamentare, consigliere comunale e padre nobile di questa maggioranza però non ci sta, prende carta e penna e scriver all’amico di tante battaglie che questa amministrazione è giunta al capolinea, e che dopo il “voto tecnico” al bilancio bisogna sciogliere il consiglio e andare al voto, preannunciato le sue dimissioni.

Un punto di non ritorno che costringe Vicinanza a rompere con Ruotolo e tirare dritto per la sua strada arrivando al Consiglio sul bilancio dove ottiene una maggioranza che lo tranquillizza.
Nelle frattempo del voto sul Bilancio, di Maio uno dei due consiglieri messi in discussione si dimette prima del Consiglio, mentre Oscurato non si dimette non va in aula e rimane assente e silente su tutto il fronte.



La svolta però che segna l’inizio dello tsumani che investe Palazzo Farnese è il brindisi di fine anno, dove al Comune fa capolino e partecipa il consigliere Oscurato; è la classica goccia che fa traboccare il vaso.

A quel punto la minoranza compatta e parte del Pd insorgono chiedendo a viva voce la commissione d’accesso.


Il resto è storia del nuovo anno appena cominciato.



Al momento la situazione è al bivio, e se il PD non convince Vicinanza a rassegnare le dimissioni, corre il rischio, nella migliore delle ipotesi, di rimanere con il cerino in mano e di avere a meno di due anni dalle elezioni la commissione d’accesso, e conseguentemente un’amministrazione depotenziata nel suo compito.

Questo se va bene.


Però potrebbe accadere anche che il Prefetto letti gli atti e le segnalazioni della Magistratura, decida per sciogliere direttamente il Consiglio, e in tal caso inviare un commissario prefettizio come è già accaduto, mettendo di fatto la città in ginocchio.


La verità è che la città non può permettersi altri due anni di commissariamento, e il Pd azionista di maggioranza del carrozzone voluto per vincere a mani basse, questo lo sa bene.