Castellammare, Base Popolare Democratici e Progressisti esce dalla maggioranza: “Difficile camminare insieme se nulla cambia”
Il gruppo consiliare Base Popolare Democratici e Progressisti lancia un appello per un radicale cambio di rotta nella gestione amministrativa della città di Castellammare di Stabia. In un comunicato articolato, la formazione denuncia l’immobilismo dell’attuale amministrazione, lamentando l’assenza di una vera strategia condivisa con il Consiglio Comunale e con la cittadinanza.
I temi più urgenti riguardano i ritardi su progetti strategici come il PUC (piano urbanistico comunale), il Piano Spiagge, Marina di Stabia, le aree industriali dismesse, i Salesiani, e il piano FERS (2021-2027), tutti ancora in fase di stallo. Anche sul fronte dei fondi PNRR e CIS, Base Popolare chiede trasparenza e un bilancio pubblico dello stato di attuazione, denunciando la possibile perdita di milioni di euro per inefficienze e ritardi.
Il comunicato accende i riflettori sulla gestione delle Antiche Terme, ristrutturate e mai aperte, su cui grava il rischio concreto di non riuscire a rispettare i tempi di rendicontazione. A ciò si aggiungono i mancati investimenti su Fincantieri e il Porto Antico, il rischio di perdere i fondi per Savorito e Centro Antico, e il blocco ventennale della Casa del Fascio.
Base Popolare sottolinea l’urgenza di costruire un’Agenda condivisa di interventi, coinvolgendo cittadini, forze sociali, economiche e culturali, per evitare che la città perda ulteriori opportunità. “Non ci siamo – affermano – bisogna cambiare metodo, servono trasparenza, partecipazione e un’azione amministrativa all’altezza delle sfide”.
Infine, non mancano critiche al PD, accusato di immobilismo, e al sindaco Vicinanza, reo di non aver promosso un vero confronto politico all’interno della maggioranza. Il gruppo annuncia la volontà di proseguire autonomamente la propria azione, separando il proprio percorso da una gestione che giudica inadeguata.
Castellammare e Politica, il duro comunicato di Base Popolare Democratici e Progressisti
Di seguito riportato in toto il comunicato del gruppo consiliare:
E’ difficile camminare insieme se nulla cambia per noi, Base Popolare Democratici e Progressisti,
cambiare non riguarda un diverso assetto della giunta, a questo non siamo interessati, ma riguarda
il modo di guidare questo passaggio complicato e anche ricco di occasioni per costruire risposte
che CASTELLAMMARE attende.
Per noi serve investire di più sul coinvolgimento e la partecipazione della città, sul ruolo del
Consiglio Comunale.
Abbiamo operato con lentezza-da Villa Gabola, al campetto Siani, alla balneabilità- abbiamo
beneficiato di progetti e procedure già in corso- e non abbiamo ancora definito scelte che hanno un
peso sulla vita della città: dal PUC al Piano Spiagge, da Marina di Stabia a Fincantieri e Porto, dai
Salesiani alle aree industriali dismesse, e da ultimo quelle legate ai fondi Fers (2021-27) per il
programma Prius e la definizione del DOS
Nel merito:
- Il Puc è scomparso,
- Il Piano spiagge pure,
- Su M.di Stabia nulla si sa degli sviluppi dopo la conferenza di servizi che si è svolta da due
mesi. Il Comune, intanto, ha continuato a partecipare alle riunioni indette dalla Zes,
nonostante il voto del Consiglio Comunale; - Sui Salesiani stessa cosa. Silenzio dopo l’ordine del giorno approvato dal Consiglio per
bloccare speculazioni e per favorire un uso legato a funzioni pubbliche e sociali. La
struttura, intanto, andrà all’asta a fine giugno per meno di 2 milioni di euro. - Le aree industriali dismesse senza un piano e un confronto con l’Asi e i con i privati,
rischiano di essere investite da iniziative non coerenti con le esigenze della città, con la
necessità di rafforzare strutture, servizi per lo sviluppo turistico e per la nautica, spazi e
iniziative per il tempo libero e lo sport per la città. - Sul Programma di rigenerazione integrata urbana sostenibile delle medie città (Prius), e sul
documento di orientamento strategico (DOS), affidato all’esterno, non vi è mai stato il
coinvolgimento del Consiglio Comunale e dei cittadini, contrariamente a quanto fatto nelle
altre città.
Da tempo poi insistiamo sul bisogno che si faccia un punto sui progetti legati ai fondi del Pnrr e del
CIS (contratto istituzionale di sviluppo), e alle risorse nazionali e regionali.
Siamo sempre stati mossi dalla consapevolezza, per questo non siamo rimasti zitti né durante il
biennio di gestione della Commissione Straordinaria né in quest’anno, che per Castellammare –
l’impiego corretto di finanziamenti derivanti dai programmi richiamati- avrebbe significato cogliere
un’opportunità importante e forse non ripetibile.
Lo testimoniano il programma elettorale che ha accompagnato la nostra lista a sostegno del
Sindaco Luigi Vicinanza, le numerose proposte avanzate, la mozione sullo sviluppo che
abbiamo presentato e che dovrebbe essere discussa in Consiglio. La città oggi è ben oltre le
possibilità offerte, per fare un confronto, dai 54 miliardi di lire (Cipe agosto 1995) ottenuti con il
Contratto d’Area. Risorse utilizzate per il Crown Plaza, per Marina di Stabia, per la Reggia e per le
Antiche Terme. Rimane, naturalmente, anche su questa esperienza, una riflessione da fare sui reali
posti di lavoro creati, su completamenti ancora bloccati, sul fatto che non siamo riusciti ad attrarre
altri investimenti privati.
E’ un quadro importante quello che emerge per i fondi destinati alla nostra città. Si tratta, senza
inserire l’investimento di 180 milioni di euro per il nuovo Ospedale è quello occorrente per il
ribaltamento a mare del Cantiere, dei 32 milioni di euro stanziati dal Cipe per la messa in sicurezza
del Porto e di Fincantieri, dei 360 milioni previsti dal Pnrr per i porti di Napoli, Salerno e
Castellammare,dei 15 milioni per Savorito, dei 12 per le A.Terme, dei quasi 8 milioni per il centro
Antico e poi quelli per Villa Gabola, Reggia, Casa del Fascio ,scuole campetto Siani, ambiente,
videosorveglianza ,di altri 20 per il dissesto e per i pennelli a mare ,dei 32 per la rifunzionalizzazione
della tratta FFSS Gragnano- Cmmare-T-Anta.
Non sono numeri inventati, ma disponibilità concrete per realizzare obiettivi ambiziosi, altrimenti, a
prendere il sopravvento saranno le polemiche spicciole, la voglia di trasformare tutto in eventi
facilmente “vendibili” sulla rete. La consiliatura che si è aperta con il voto del 2024 dopo lo
scioglimento Consiglio per infiltrazioni, anche per queste ragioni, riveste un’importanza straordinaria.
Il Pd che ha governato la città, forza indispensabile per costruire una nuova stagione politica anche
per Castellammare, appare fermo e distratto rispetto all’urgenza e alle dimensioni della sfida. Non
si spiega diversamente, come abbiamo già segnalato il blocco del Piano Urbanistico. In questi mesi
ci si è adagiati su fragili equilibri interni alla maggioranza, nell’attesa dell’arrivo di altri consiglieri, per
far emerger l’esistenza di punti di riferimento più affidabili. Forse queste dinamiche non hanno aiutato
la costruzione di un nuovo percorso comune rispetto alle pratiche del passato. Aspetto sottovalutato
anche dal Sindaco. Abbiamo ribadito, perché mossi da queste preoccupazioni, le nostre perplessità,
anche nell’ultimo Consiglio Comunale del 5 Maggio. Abbiamo votato la delibera dell’accordo con
Eav, solo per rispetto alla città e perché per quel parcheggio e per la nuova stazione in tanti si sono
spesi da anni.
Non si comprende, però, perché l’EAV non abbia indetto direttamente la gara in tempo e ancora
oggi non lo faccia. Il rapporto con l’Eav e con la Regione non può procedere a singhiozzo, lasciando
fuori dalla porta le condizioni vergognose in cui versa la stazione di Castellammare Terme, gli
interventi non fatti sulle stazioni di Cmmare Centro e Pioppaino, e la chiusura di ben 5 fermate nel
tratto Pompei Vico: Moregine, P.Persica, Cmmare Terme, Pozzano e lo Scraio.
La tragedia del Faito, la tragica e inaccettabile morte di quattro persone, è un colpo che la città ha
ricevuto. E’ necessario individuare le responsabilità, aspetti sui cui sta lavorando la magistratura. La
costituzione di parte civile del Comune è un atto giusto che deve essere assunto dal C.C.
L’Assemblea cittadina rappresenta anche la sede per discutere di quanto è accaduto e per
sostenere la necessità , d’intesa, così come già si è iniziato a fare, con altri Comuni, con la Regione
e la Città M.,che si appronti un piano per riaprire al più presto la strada dopo i ritardi assurdi
accumulati , e si definiscano gli interventi e le misure alternative per sostenere le attività presenti e
per non perdere flussi di visitatori che ormai numerosi frequentavano la nostra montagna. Potrebbe
essere colta anche l’occasione ridefinire i compiti del Parco dei M. Lattari, per ricomprendere anche
la tutela del bacino sorgentizio.
Serve uno scatto- anche per errori commessi in questi anni – per bloccare sottovalutazioni strappi e
scippi perpetrati nei confronti della nostra città. E’ avvenuto anche per il nostro Ospedale, ridotto,
nonostante l’impegno e la grande professionalità di tutto il personale, in condizioni inaccettabili. Sono
state trasferite funzioni e reparti in altri presidi, e non sono stati effettuati gli investimenti necessari
per bloccare questa deriva. Chi affronta questi temi? I cittadini avvertano la pesantezza di questa
situazione e chi ha bisogno di curarsi spesso si sente solo o deve aspettare settimane anche solo
per fare esami di routine.
Pensiamo che sia necessario, definire i contenuti di un’AGENDA di lavoro condivisa con le forze
economiche e sociali, con il mondo della scuola e delle competenze, con i giovani e le associazioni.
Mettere in campo un lavoro che parli anche alle condizioni, su cui è urgente intervenire, dei nostri
quartieri.
Abbiamo, per fare un esempio, un patrimonio pubblico enorme non utilizzato da valorizzare
(Demanio, Comune, Chiesa, A.Portuale, ASL) grandi riferimenti nazionali come Invitalia, Agenzia
per il Demanio, C.D.P. potrebbero aiutarci costruire il Piano Città, come sta avvenendo in altre realtà.
Pensiamo solo a come potrebbe cambiare C.De Gasperi se l’attuale palazzo dell’ASL venisse
destinato a struttura ricettiva, o il Porto e il Centro Antico senza i Silos, e cosi via per altro. E’ urgente
smuovere questa situazione di “immobilismo urbano”, dove attività nuove come quelle nate nei due
PORTI, non possono continuare a convivere con aree, capannoni e edifici in rovina.
Adesso, è questo un punto dove la discussione è assente, cosa abbiamo perso o rischiamo di
perdere da quel quadro di disponibilità delineato in precedenza. Alcuni esempi:
1) Sicuramente i 32 mln, stanziati dal Governo, per il Porto Antico e Fincantieri. Nonostante
le riconosciute capacità delle nostre maestranze e dei tecnici, rischiamo di rimanere
l’unico cantiere italiano dove non sono stati effettuati investimenti significativi. Non è
accettabile se vogliamo assicurare un futuro a importante a questa realtà produttiva.
2) I fondi (360 mln di euro) previsti dal Pnrr per i tre Porti Na- Sa –Cmmare, sono stati divisi
solo tra Na e Sa. A noi ZERO euro per le scelte sbagliate fatte dall’Autorità Portuale che,
anche sul punto del piano regolatore del Porto, da anni continua a fare solo annunci.
3) La possibilità seria della revoca, se non interverranno proroghe, dei 15 mln per Savorito.
Solo dopo il tentativo fatto con la delibera approvata ad aprile in Consiglio di mantenere
in piedi una possibilità, il giorno dopo, ad un anno dalla conclusione della gara, sembra
sia stato firmato il contratto con l’impresa. Un fatto assurdo e grave, su una materia che
non era di competenza del Consiglio. Savorito è l’altro esempio di una programmazione
sbagliata fatta dai Commissari e contrassegnata da ritardi inspiegabili, che in parte ci
coinvolgono;
4) Centro Antico, il Ministero dell’interno il 22.4.22 approva l’intervento presentato in
precedenza e il finanziamento per 7.698.703 mln di euro. I commissari, sbagliando, il
13.02.23 – dopo un anno- rimodula gli obiettivi, approvati nello stesso mese si dalla Città
M. che dal M. dell’Interno. Si spera che almeno questo cantiere possa partire a stretto
giro.
5) Per la Casa del Fascio, i cui lavori sono fermi da 10 anni, è stata definita una mediazione
onerosa per il Comune – 170 mila euro per l’impresa – per cancellare il contenzioso
pendente e ripartire con un progetto aggiornato e con una nuova gara. Gli altri tentativi di
ricomposizione- almeno tre- non erano andati a buon fine, perché il Comune non aveva
accettato di passare la spugna su vicende che avevano procurato ritardi e danni alla città.
Le risorse, ancora disponibili del programma Più Europa (2007-11) forse consentiranno
di procede alla nuova gara, resta il fatto che i cittadini hanno il diritto di sapere le cause
che hanno determinato per anni il blocco del cantiere. E’ auspicabile, la Casa del Fascio
è un bene della Regione, che si provveda a richiede anche il rinnovo della concessione
scaduta.
6) La strana vicenda delle A. TERME: ristrutturate e mai aperte, oggi il nuovo cantiere per
il recupero tarda a partire. E’ un punto cui pensiamo sia necessario dedicare un maggiore
approfondimento, perché strettamente legato all’identità di questa città, alla possibilità di
riprendere le attività termali e di valorizzare le nostre sorgenti. In allegato anche una nota
di merito sulle procedure previste nella determina N 885 del 15.04.25.
Il finanziamento è stato deliberato dal CIPE il 2 Agosto 2022, la gara per la progettazione
è affidata solo il 20 dicembre 2023. 16 MESI DOPO
La storia dei ritardi insopportabili e degli intoppi non è finita!!! Da questa data e fino alla
determina N.885 del 15.04.2025 trascorrono, per la “fitta documentazione epistolare tra
Progettisti e Comune”, ancora altri di 16 MESI.
Accantonando per un attimo i dubbi sulla procedura indicata nell’ultima, determina, ne
cogliamo lo spirito e lo sforzo per trovare una soluzione, emergono tuttavia lentezze e
incapacità con cui è stata gestita questa delicata vicenda che non possono essere
sottaciute. Le stesse che ritroviamo nel programma per Savorito, per il Centro Antico e
per il Porto Antico e Fincantieri.
Nel caso delle Terme: abbiamo ricevuto il finanziamento a Agosto 2022 e a maggio
2025- dopo 3 anni – stiamo ancora ragionando su quale progetto fare. La conseguenza
pratica e pericolosa sarà che l’apertura del cantiere- bisognerà valutare l nuovo progetto
e indire la gara – slitterà ancora di alcuni mesi. La scadenza, invece, per concludere i
lavori e collaudare e rendicontare il tutto rimane –fino a questo momento- fissata a fine
Non farcela, sarebbe una nuova beffa insopportabile.
Le A.Terme furono ristrutturate e recuperate con i fondi del Contratto d’area, i lavori
terminarono nel 2011, poi abbandonate e vandalizzate. Anni in cui non abbiamo neanche
utilizzato 1.689.853 € per arredi e attrezzature sanitarie (come si evince dalla determina
N817 del 26.9.2017).
Il nuovo finanziamento del Cipe del 2022 nasce dalla necessità di ripristinare gli impianti
e le parti devastate e avviare il secondo lotto, già in larga parte delineato e presentato
per il finanziamento al Parco progetti Regionale nel 2009.
Oggi, anche dopo le osservazione dei progettisti incaricati, di quale progetto stiamo
parlando, quali funzioni sono previste?
La Commissione straordinaria ha cambiato il DIP- senza nessun confronto con la città,
come evidenzia la stessa recente, determina, e siamo ritornati in mare aperto. Abbiamo
fatto di più, abbiamo acquisito lo stabilimento dell’Acetosella per quasi 700 mila €, il
prezzo a base d’asta era fissato a 90 mila €) e altri 200 mila sono stati previste per evitare
il crollo dei solai e realizzare gli interventi necessari. Un scelta incomprensibile dal
momento che il Comune è già proprietario di gran parte della struttura e che la fonte è
della Regione, si sarebbe potuto trattare direttamente con il fallimento senza giocare al
rialzo.
La problematica delle A.Terme è molto delicata per prestarsi a operazioni di carattere
propagandistico. Per la città e per il Centro A, dopo lo smantellamento delle Nuove
Terme, la riapertura della struttura vera darebbe la certezza, che si possa rilanciare il
termalismo con le sue acque. A questo proposito, infine, la riflessione necessaria su
A.Terme potrebbe servirci anche per fare un punto sulla destinazione coerente da dare
al Centro Congressi, al Parco dei Cigni e a Villa Ersilia.
Sono queste le ragioni che ci spingono, ancora una volta, a dire non ci siamo, dobbiamo
mettere in campo altro. Costruire con la città, con le forze sociali e con il Consiglio, per le
disponibilità finanziarie che ci sono, un percorso forte e coerente, a partire da quell’Agenda
condivisa.
Noi continueremo in modo autonomo a dare il nostro contributo, separando la nostra azione
per Castellammare, dopo un anno in cui, è mancato un vero confronto e una discussione
nella maggioranza.

