Castellammare piange Romolo Panico, il questore che stanò i D’Alessandro

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Castellammare di Stabia dice addio a una delle figure simbolo della lotta alla criminalità organizzata. È morto improvvisamente Romolo Panico, questore e dirigente della Polizia di Stato che negli anni più bui della città riuscì a spezzare la spirale di sangue della faida tra i clan D’Alessandro e Imparato. La notizia della sua scomparsa ha colto di sorpresa familiari, amici e quanti ne avevano apprezzato il rigore professionale e l’umanità.

Panico arrivò a Castellammare in un periodo segnato da una violenza quotidiana, con uno o due omicidi al giorno che terrorizzavano la popolazione. Fu protagonista di indagini decisive che portarono alla cattura del boss latitante Michele D’Alessandro e allo smantellamento della rete criminale guidata dal rivale Umberto Mario Imparato, nascosto tra i boschi dei Monti Lattari. Operazioni che contribuirono a riportare un clima di relativa pace in un territorio stremato dalla camorra.

A stroncarlo è stato un improvviso malore, mentre si trovava accanto alla moglie, la dottoressa Maria Teresa Mannetta, e al figlio minore Fabio, medico, che hanno tentato inutilmente di rianimarlo. Panico, questore di Potenza al momento del pensionamento, aveva alle spalle una lunga carriera ai vertici delle forze dell’ordine: capo centrale della Dia di Padova, capo della Squadra Mobile di Napoli, questore di Cosenza, Catanzaro e infine Potenza.

Nel 2014 aveva lasciato il servizio per raggiunti limiti di età, iniziando una seconda vita all’insegna dell’arte. Musicista, pittore e scrittore, aveva coltivato fin da giovane una passione rimasta a lungo riservata alla sfera privata. Negli anni successivi si era affermato come autore di romanzi polizieschi, ottenendo premi e riconoscimenti in diversi concorsi letterari.

La sua morte colpisce non solo il mondo della Polizia di Stato, ma anche quello culturale e artistico. I funerali di Romolo Panico si terranno oggi a Caserta, alle ore 16, nella chiesa della Madonna di Lourdes. Un ultimo saluto a un uomo che ha segnato una pagina fondamentale della storia di Castellammare di Stabia.