Castellamare, l’ex sindaco e senatore ripercorre la sua esperienza alla guida della città: opere pubbliche, sicurezza, legalità e una critica netta all’attuale sistema elettorale.
“Amministrare Castellammare è stato il punto più alto della mia esperienza politica”. Luigi Bobbio, sindaco dal 2010 al 2012, apre il confronto televisivo con una lunga analisi della sua amministrazione e dei problemi strutturali che, a suo giudizio, continuano a minare la stabilità del Comune.
Castellammare ordinata e controllata
Bobbio rivendica la realizzazione di opere pubbliche rimaste nel tempo, come il parcheggio di via delle Puglie e la pista di pattinaggio, ma soprattutto sottolinea il lavoro svolto sul fronte della legalità e del rispetto delle regole. “La città era ordinata, c’era controllo del territorio. La camorra non ha mai provato ad avvicinarsi”, afferma, indicando quella stagione come un modello di fermezza istituzionale.
Secondo l’ex primo cittadino, il vero problema è il sistema elettorale nei Comuni ad alta densità criminale. Le liste civiche, spesso scollegate da una reale cultura politica, finiscono per portare in Consiglio interessi particolari e pressioni indebite sull’amministrazione. “Il sindaco eletto direttamente diventa ostaggio di una maggioranza instabile”, spiega, auspicando una riforma che rafforzi il ruolo del primo cittadino.
Bobbio difende anche la scelta di una giunta tecnica, ritenuta necessaria per governare con efficacia, e critica alcune decisioni successive, come la gestione del museo archeologico e la restituzione di fondi regionali per il dissesto idrogeologico. Il suo messaggio finale è netto: senza regole chiare e un muro invalicabile contro la criminalità, nessuna amministrazione potrà reggere nel tempo.

