Castellammare, la settimana difficile della politica stabiese

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Le accuse di Mario D’Apuzzo aprono nuovi scenari

Il rientro dalle vacanze non è stato sicuramente tranquillo per la politica stabiese, uno scenario inquietante che apre ad un autunno, complice anche le elezioni regionali con i rapporti tesi all’interno delle due coalizioni, che si prospetta essere più caldo che mai.

A scuotere l’ambiente, ci hanno pensato due casi i cui risvolti lasciano aperti molti dubbi che proveremo a sciogliere nel corse dei prossimi giorni anche grazie al nostro programma “Popcorn” ai nastri di partenza per la seconda stagione.

Dicevamo dei casi:
il primo riguarda il licenziamento di un sindacalista della Fial ad opera della Velia Ambiente, società incaricata dello smaltimento rifiuti in città; il secondo l’esposto dell’europarlamentare, consigliere comunale a Castellammare, nonché componente della segreteria nazionale del Partito Democratico Sandro Ruotolo, riguardo a suo dire, di presunte pressioni subite per la sua azione anticamorra.

A questi che possiamo definire “casi” si aggiunge poi l’interrogazione a risposta scritta sul Piano regolatore del Porto di Castellammare presentata da Maurizio Apuzzo capogruppo in consiglio comunale di Base Popolare Democratici e Progressisti.

Per la vicenda legata al sindacalista licenziato, proviamo a partire dalle parole di Mario D’Apuzzo Capo della minoranza consiglio che comunale su facebook che parlando del licenziamento scrive: “La motivazione ufficiale riguarda una presunta falsa testimonianza resa in giudizio. Ma va detto chiaramente: nessun giudice ha mai accertato nulla, si tratta solo di un sospetto dell’azienda. Questo rende la vicenda ancora più inquietante. Perché il lavoratore in questione non è un fannullone: è un sindacalista impegnato, che con comunicati pubblici – che io stesso ho potuto leggere come membro della Commissione Speciale Rifiuti – denunciava da tempo disservizi e inadempienze nel rispetto del capitolato. Non semplici lamentele, ma contestazioni circostanziate su mezzi insufficienti, ritardi, violazioni contrattuali. Alla luce di tutto ciò, il dubbio che il licenziamento sia legato non tanto alla testimonianza, quanto al ruolo sindacale e alla voce critica del lavoratore, è più che legittimo. E questo dubbio non può essere liquidato con superficialità. Quell’impegno è conosciuto da tutta la comunità consiliare, Sindaco compreso”.
Una presa di posizione quella di D’Apuzzo che è stata seguita a ruota e con comunicati ufficiali anche dal Partito Democratico e da Futuro Democratico e Progressista e sulla quale ci attendiamo nei prossimi giorni risposte ufficiali da parte sia della Velia Ambiente che dell’Amministrazione Comunale.

Sul Piano regolatore del porto è evidente che è una situazione tutta all’interno della maggioranza che governa Castellammare, ma è altrettanto chiaro che la città e il suo porto non possono uscire penalizzate, dunque anche in questo caso servono risposte urgenti alla città.


Sulla vicenda Ruotolo e delle presunte pressioni subite per la sua azione anticamorra, ci corre l’obbligo di precisare che anche due nostri giornalisti regolarmente iscritti all’Ordine, insieme a molte altre persone, sono stati ascoltati come persone informate dei fatti da parte degli organi preposti, pur non conoscendo i contenuti dell’esposto.
Una procedura strana nel suo complesso quella messa in atto, e su cui non entriamo nel merito avendo fiducia nella Magistratura e lasciando ad essa il compito di fare chiarezza, anche se il comportamento tenuto nei nostri confronti da parte di Sandro Ruotolo a questo punto della storia è sicuramente anomalo, visto l’invito fattogli con lettera aperta a venire a parlare di Anticamorra, un invito mai raccolto a differenza di molti altri politici come ad esempio Carmela Rescigno presidente della Commissione Anticamorra della Regione Campania.

Da qui e viste le parole di Mario D’Apuzzo che virgolettiamo di seguito sembra chiaro che sia stato mal consigliato dai suoi sodali locali.

Al riguardo di Ruotolo, Mario D’Apuzzo si è così espresso: “l’europarlamentare Sandro Ruotolo che denuncia presunte pressioni subite per la sua azione anticamorra. Dall’altro un sindacalista licenziato in tronco dall’azienda che gestisce il servizio rifiuti. Due vicende diverse, ma accomunate da un elemento: la politica e le istituzioni intervengono sempre troppo tardi, quando i nodi sono già venuti al pettine. Secondo quanto riportato dalla stampa, Ruotolo parla oggi di pressioni e delegittimazioni subite. Ma non posso non ricordare che gli atti giudiziari dell’Antimafia, pubblicati dalla stampa nel period della campagna elettorale, offrivano delineavano un quadro non certo tranquillizzante se non addirittura allarmante. L’Osservatorio anticamorra avrebbe dovuto alzare la voce in quel momento, e Ruotolo – simbolo della lotta alla criminalità organizzata – avrebbe dovuto pretendere chiarezza subito. Invece il silenzio ha prevalso, fino a quando i giochi politici si sono chiusi. Eppure, proprio in quei mesi,, precisamente alla scadenza del termine per la presentazione delle liste, si consumava un fatto politico preciso: la rimozione dei veti imposti su alcune candidature dalla componente del PD che sosteneva Ruotolo – con in prima fila gli ex consiglieri Rodolfo Ostrifrate e Nicola Corrado – e poi cancellati sotto il pressing di una parte della stessa coalizione di centrosinistra. E allora chiedo: perché Ruotolo, in quella circostanza, non proferì parola? Perché non denunciò pubblicamente le pressioni provenienti proprio dalla parte politica che lo sosteneva? Allora preferì ingoiare il boccone amaro, oggi invece brandisce lo strumento delle denunce. È questa la coerenza che ci si aspetta da chi si presenta come simbolo di legalità? Inoltre, lo stesso Ruotolo sapeva dall’inizio che la sua presenza ai lavori del Consiglio comunale e delle Commissioni sarebbe stata ridotta per via del suo incarico europeo. Non può oggi meravigliarsi se qualcuno gli rimprovera assenze o scarso impegno: non è un attacco personale, è un fatto politico“.

Come appare chiaro la vicenda è solo all’inizio e potrebbe avere risvolti imprevedibili.