Castellammare. Intervista a D’Apice, il nuovo presidente del consiglio comunale

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L’assise cittadina, oggi, ha eletto presidente del consiglio Emanuele D’Apice con 15 voti favorevoli. La maggioranza sperava in una convergenza con l’opposizione che è venuta a mancare. Alla vicepresidenza  Francesco Nappi, consigliere del M5S, con 16 voti.

D’Apice succede a Vincenzo Ungaro, presidente dimissionario, ed è il consigliere più anziano, un punto politico su cui si è soffermata  ampiamente l’opposizione con interventi dei consiglieri Iovino, Scala e Nappi.

Da capogruppo di maggioranza a presidente. E’ contento di questa carica?

Sono onorato di ricoprire questo ruolo di grande prestigio, ma nello stesso tempo avverto la grande responsabilità con cui mi appresto a svolgerlo, sempre all’insegna della legalità e della trasparenza. Ci tengo a ringraziare tutti quelli che hanno avuto fiducia in me. Il mio impegno sarà massimo per il bene del consiglio comunale e di tutta la città.

Cosa cambierà con la sua presidenza?

 Innanzitutto la mia nomina andrà a coprire la casella lasciata vuota dalle dimissioni di Enzo Ungaro. E questo è già un primo elemento di continuità col passato. Ungaro è un amico fraterno, oltre che uno straordinario professionista. Ha svolto alla grande il ruolo di presidente del consiglio e l’obiettivo di questa squadra è sempre quello di garantire amministrativa, trasparenza e governabilità.

Il primo provvedimento che prenderà?

Andrò a convocare due consigli comunali importantissimi, incentrati su Terme e Marina di Stabia, come concordato in conferenza capigruppo. Affronteremo due temi fondamentali per lo sviluppo della nostra città.

Quali sono le riforme secondo lei più impellenti per l’Ente?

Terme e Marina di Stabia sono due  bei temi, così come le tante opere pubbliche in via di definizione con i 12 milioni  di euro di fondi Pics e gli ulteriori 30 milioni recuperati grazie alla partecipazione a tutti i bandi ministeriali, regionali e di Città Metropolitana. Ma oggi alla nostra città servono sicurezza, vivibilità e quotidianità. Noi ci stiamo lavorando a fondo, nel centro e nei quartieri. E tanti risultati iniziano a vedersi.

Ci spiega perché l’Amministrazione comunale boccia il raddoppio della linea Eav?

Sia chiaro, non bocciamo il progetto ma le modalità di attuazione. Il cantiere avviato da Eav era privo delle autorizzazioni necessarie. E ha detto bene il sindaco: nessuno può sentirsi padrone in casa nostra. Qui non si tratta di scelte politiche, ma di legalità.