Castellammare, indagato dall’Antimafia il titolare delle pompe funebri Cesarano

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Dovrà rispondere di concorso esterno in associazione mafiosa ed estorsione aggravata ai danni di una ditta concorrente, Alfonso Cesarano, titolare delle pompe funebri di via Napoli di Castellammare di Stabia. Ieri mattina la notifica dell’avviso di conclusione indagini, emesso dal sostituto procuratore Maria Di Mauro della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Adesso, per Cesarano – imparentato con i titolari delle pompe funebri di Calvizzano, che organizzarono i funerali romani a Vittorio Casamonica – venti giorni di tempo per articolare le proprie difese.

Stando alle risultanze delle indagini fin qui condotte, coordinate dall’Antimafia, Cesarano avrebbe favorito il clan D’Alessandro di Castellammare, anche prestando copertura ad alcuni affiliati durante la loro latitanza, fornendo loro ospitalità nelle camere di un albergo di sua proprietà.

A supporto dell’ipotesi accusatoria, anche le dichiarazioni di alcuni pentiti. Cruciali, ai fini dell’indagine, le indicazioni fornite dal pentito Renato Cavaliere, che sta consentendo di far chiarezza in ordine ai rapporti tra colletti bianchi e camorra stabiese, passando per politici ed imprenditori.

L’episodio di estorsione aggravata contestato a Cesarano risale all’anno 2009, quando il titolare della ditta funebre – ricorrendo a “metodi intimidatori tipicamente camorristici” – pretese dazio da altra ditta, con sede in un vicino comune, per entrare nel territorio della città delle acque in occasione di un funerale.

Proseguono intanto le indagini dell’Antimafia, anche allo scopo di appurare eventuali, ulteriori coinvolgimenti, sia di persone riconducibili al clan D’Alessandro, che alla famiglia Cesarano.