Castellammare – Il sindaco scrive agli interessati nella battaglia contro l’inquinamento del Sarno

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Il sindaco di Castellammare di Stabia Gaetano Cimmino ha scritto ai rappresentanti dei Comuni interessati per cercare una linea d’intesa nella risoluzione definitiva all’inquinamento del Sarno. Il livello massimo di degrado non si riesce più a contenere e interessa tutto il percorso del fiume, da monte a valle.
Si rivolge ai suoi colleghi  per costituire un fronte comune che rafforzi l’impegno con una lettera indirizzata alla Corte di Strasburgo. “Sin dall’inizio del mio mandato – afferma il sindaco – con lettere agli organi competenti e con la partecipazione dell’amministrazione alle manifestazioni pubbliche, nonché con una capillare azione di sorveglianza alla Foce del Sarno, ho reso chiaro l’intento di non permettere il perdurare di una situazione che per me, come sono sicuro per voi tutti, è corretto definire vergognosa ed indegna di una società civile”. Il Sindaco, nel ricordare i veleni che ogni giorno uccidono le acque del fiume e di conseguenza del mare,  rammenta quando, appena due anni fa,  il ministro Costa, parlando della pericolosità del cromo trovato nelle acque, manifestava il suo interesse per la causa del Sarno con un piano principale a sua tutela, impegno che ha perso valore se ancora oggi non è stato preso in considerazione alcun provvedimento. I due mesi di lockdown, in cui le fabbriche sono state chiuse, hanno fatto emergere una verità incontestabile: l’acqua, non ricevendo scarichi, aveva un colore e un odore lontani da quelli soliti. Il Sarno è avvelenato dall’uomo con la sua incuria e indifferenza. “Chi oggi inquina – ha continuato il primo cittadino – depaupera sì il territorio, ma impedisce anche a tutti i nostri Comuni di progettare un futuro economico florido grazie al godimento di bellezze naturali elargiteci da madre natura e che tutto il mondo ci riconosce. Per quanto ancora, dunque, dovremo subire questa frode? Per quanto i nostri cittadini dovranno allontanarsi per un mero bagno in mare, a causa della miope inciviltà di pochi che ritengono di poter tenere in pugno le sorti del territorio, e di farlo impunemente?”. La battaglia deve prosegue, quindi, davanti la Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo.