Castellammare, il duro comunicato di D’Apice sulla questione Palestina

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È giusto avere uno sguardo aperto sul mondo, ma è ancora più doveroso tenere i piedi ben saldi a terra, soprattutto quando si ricoprono ruoli istituzionali. Almeno questa è l’idea di Emanuele D’Apice. Nel corso dell’ultima seduta consiliare, si è discusso e approvato un atto che, pur avendo una valenza simbolica su un tema internazionale complesso, appare del tutto scollegato dalle reali emergenze che vivono ogni giorno i cittadini di Castellammare di Stabia.

Di seguito il comunicato integrale:

“La politica torni a occuparsi dei problemi reali della città”

Nel corso della seduta consiliare di ieri è stata presentata una mozione sul riconoscimento dello Stato di Palestina. Un tema di indubbia rilevanza internazionale, che però poco ha a che vedere con le competenze e le urgenze della nostra amministrazione comunale.

Non è il Consiglio comunale la sede adatta per simili discussioni. Non perché manchi la sensibilità verso ciò che accade nel mondo, ma perché la priorità deve essere Castellammare di Stabia e i suoi cittadini, ogni giorno alle prese con problemi seri e concreti.

Condivido pienamente quanto affermato dal consigliere Cioffi: “Gaza ce l’abbiamo nel nostro ospedale”, al pronto soccorso del San Leonardo, dove il personale è allo stremo, i pazienti attendono per ore e le condizioni sono sempre più critiche. Qui possiamo e dobbiamo intervenire concretamente, facendo sentire la nostra voce presso Regione e ASL, chiedendo interventi urgenti.

La mozione approvata – al di là della sua portata simbolica – non produrrà alcun effetto pratico. E nel frattempo restano irrisolte le vere emergenze cittadine:
• Ospedale San Leonardo
• viabilità compromessa,
• strade sporche e piccole discariche diffuse,
• isola ecologica chiusa,
• PUC ancora da approvare,
• piano spiagge fermo con la stagione estiva già iniziata.

La politica locale ha il dovere di tornare con i piedi per terra, di affrontare i problemi quotidiani che toccano la vita dei cittadini. Di fare meno dichiarazioni d’intenti e più azioni concrete.

I simboli non bastano. Castellammare ha bisogno di risposte.

Emanuele D’Apice