Castellammare, flop dei fucaracchi dell’Immacolata: tradizione salva solo nei rioni

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A Castellammare di Stabia la notte dell’Immacolata si è trasformata in un caso politico e amministrativo. Nonostante gli appelli a partecipare agli eventi ufficiali organizzati dal Comune sul lungomare, la tradizione dei falò – i celebri “fucaracchi” – ha registrato un vero flop nelle aree istituzionali, lasciando l’amaro in bocca a migliaia di cittadini che attendevano lo spettacolo promesso.

Nel frattempo, nei quartieri popolari la tradizione è rimasta viva. Nonostante i sequestri di legna effettuati nelle ore precedenti da carabinieri, polizia e guardia di finanza, i rioni sono riusciti comunque ad accendere i tradizionali falò, mantenendo viva una consuetudine radicata da generazioni.

Polemiche sulle luminarie e soldi spesi “male”

Il flop dei falò ufficiali ha riacceso un malcontento già diffuso in città per le poche luminarie installate e per i costi giudicati eccessivi da molti cittadini e dall’opposizione. In diversi quartieri, gli addobbi di Natale sono stati considerati insufficienti rispetto alla spesa sostenuta dall’amministrazione per gli eventi denominati “La Luce di Stabia”.

Critiche che avevano già trovato ampio spazio nel dibattito politico e che hanno avuto ulteriore forza dopo la delusione della notte del 7 dicembre.

Il post del sindaco: “Mi scuso con gli stabiesi”

Il sindaco Vicinanza ha pubblicato un post di scuse ufficiali, parlando senza mezzi termini di una serata fallita e di responsabilità da accertare:

“Mi scuso con gli stabiesi: purtroppo la ditta incaricata non si è dimostrata all’altezza delle aspettative. Valuteremo tutte le azioni necessarie per non corrispondere il pagamento della prestazione. Dispiace soprattutto per i tanti cittadini presenti in villa a Castellammare di Stabia e che non hanno potuto assistere allo spettacolo promesso dei tradizionali falò della vigilia dell’Immacolata. È stata una delusione mia personale e di tutta la collettività.”

Parole che confermano un evidente scollamento tra la macchina amministrativa e la gestione dell’evento, con la promessa di verifiche e provvedimenti.

Tradizione salva solo nei quartieri

Mentre sul lungomare lo spettacolo non ha avuto luogo, nei rioni – storicamente legati ai fucaracchi – la tradizione è sopravvissuta grazie all’organizzazione spontanea dei residenti. Nonostante la stretta delle forze dell’ordine e i vari sequestri di legna effettuati in giornata, diversi falò sono stati comunque accesi, alimentando l’atmosfera tipica della vigilia dell’Immacolata.

Un contrasto che ha alimentato ulteriormente il dibattito cittadino: da un lato l’evento ufficiale mancato, dall’altro la tradizione popolare che continua a resistere, anche in condizioni di forte controllo.

Una notte che lascia strascichi politici

La vicenda dei falò dell’Immacolata si inserisce in un clima già teso, segnato dalle polemiche sui costi degli eventi natalizi e sulla qualità delle luminarie. L’opposizione parla di gestione approssimativa, i cittadini chiedono trasparenza e il sindaco promette verifiche sulla ditta incaricata.

Resta il dato che, ancora una volta, la parte più autentica della tradizione stabiese non è arrivata dalle iniziative ufficiali ma dai quartieri, dove la notte dell’Immacolata continua a vivere attraverso i fucaracchi, nonostante divieti, controlli e sequestri.