Castellammare – Esposto del Wwf contro i lavori del traforo per il doppio binario

Quelli che dovevano essere “lavori propedeutici”, come li aveva definiti il presidente dell’Eav Umberto De Gregorio, a quelli successivi di trivellazione nella collina di Varano, in previsione del traforo per il raddoppio del binario, appaiono in tutta la loro veste di lavori effettivi. Non solo il costone è stato ripulito della vegetazione, ma sono stati fatti anche carotaggi con uscita allo scoperto di una grotta, prontamente ricoperta con materiale di risulta e che, molto probabilmente, rappresentava un reperto seppellito. Il Wwf Terre del Tirreno ha denunciato quanto sta accadendo sul pianoro di Varano a Castellammare con un esposto inviato alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, al ministero dell’Ambiente, al ministero per i Beni e le Attività culturali, alla Soprintendenza di Napoli e provincia, alla Regione Campania Genio Civile e Difesa Suolo, alla stazione Carabinieri Forestale e alla Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia, per tentare di salvare il bacino archeologico dell’antica Stabia dall’azione delle ruspe.

Nei mesi scorsi il Wwf aveva già segnalato il taglio degli alberi lungo il costone della collina che cade proprio alle spalle della stazione di via Nocera. L’associazione ambientalistica denuncia gli effetti disastrosi che il taglio di alberi comporta alla flora e alla fauna ed avifauna selvatica ricordando che in questo periodo è in piena attività di nidificazione e accudimento dei piccoli. A questo si aggiunge l’aspetto culturale e archeologico che potrebbe sparire  sotto i colpi delle trivelle per perforare la collina. A trenta metri di altezza da questo punto sorgono le ville Arianna e San Marco, mentre a quattro metri di profondità si trova uno straordinario ipogeo paleocristiano, Grotta San Biagio, che subirebbe danni irreparabili dalle vibrazioni. Il pericolo maggiore è quello di mettere a rischio la staticità delle strutture del sito archeologico. Il presidente del Wwf Terre del Tirreno Claudio d’Esposito mette in risalto la contraddizione di avere monumenti vincolati dal Ministero dei Beni Culturali con decreto del 4/12/1984 e poi metterli in serio pericolo con lavori  alle stesse strutture. Tutto per la costruzione di un secondo binario che non apporterebbe alcun vantaggio.