Castellammare, doppio binario Torre Annunziata – Castellammare

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Inizieranno a breve i lavori del tratto di raccordo Via Nocera Castellammare Centro con traforo nella collina di Varano per il raddoppio del binario della tratta Torre Annunziata Castellammare di Stabia. Il progetto dell’EAV, approvato nella primavera dello scorso anno dal Consiglio Comunale, prevede il restauro e la riqualificazione delle stazioni Castellammare Centro e Castellammare Terme; il rifacimento della stazione Stabia Scavi in sostituzione di quella a Via Nocera che verrà dismessa; il restauro della stazione di Pioppaino, compreso di parcheggio esterno. Il raddoppio non proseguirà fino a Sorrento per l’impervia montagna. Tutto al fine di incrementare e facilitare l’accessibilità ai luoghi di interesse culturale.
La direzione dei lavori gestiti dalla ditta Consorzio Ferroviario San Giorgio Due avrà sede a Viale Puglia nel Pallone Geostatico, mentre il Cantiere si collocherà nelle Terme di Stabia per un’area di 600 m.
La nuova stazione Stabia Scavi è posta a Viale Europa, all’uscita del raccordo autostradale, ormai in fase di completamento. La ditta chiede ora i permessi per occupare i terreni in previsione dell’avvio dei cantieri per lo sventramento della collina di Varano e la costruzione del tunnel. Già in passato la struttura del terreno in questo punto di collina ha creato disagi alla città con frane e smottamenti in seguito ai dissesti idrogeologici nei periodi di piogge. Ulteriori interventi potrebbero interferire sulla geomorfologia del costone, un sacrificio notevole per un tratto di appena 500 metri, così come hanno fatto notare anche gli ambientalisti. La zona è ricca di reperti archeologici come è stato rilevato nello scavo per il parcheggio in piazza Unità d’Italia e che non è stato più
effettuato proprio per questo motivo. Del progetto iniziale non si realizzerà la costruzione del sottopasso di Via Cosenza e il sovrappasso di via Grotta San Biagio, così come l’ascensore dalla Stazione di Castellammare Centro verso l’area archeologica, in quanto non rispetta le norme dettate dalla Soprintendenza.