Castellammare di Stabia – L’uomo semina ancora distruzione

3

Nella giornata mondiale delle tartarughe marine l’ente Punta Campanella Parco Marino comunica tramite un post fb il ritrovamento di una carcassa di una Caretta Caretta  sul litorale stabiese. Nelle scorse settimane è stata trovato un altro esemplare sempre sullo stesso litorale, ma esso ha avuto miglior sorte: è stato tratto in salvo e soccorso dagli uomini della Capitaneria di Porto.

«Oggi è la giornata mondiale delle tartarughe marine – scrive il Parco Marino di Punta Campanella – avremmo voluto celebrarla in altro modo, ma ieri è stata segnalata una Caretta Caretta morta lungo il litorale stabiese, nei pressi della foce del fiume Sarno. La carcassa giace su di una spiaggia inquinata, vicino, una bottiglia di plastica, quasi a prendersi beffa della povera tartaruga. La plastica ingerita è infatti una delle maggiori cause di morte per questi splendidi animali. Pesca eccessiva, ami e impatti con imbarcazioni sono gli altri pericoli che le tartarughe marine devono evitare».

Il litorale stabiese resta “in parte” non balneabile a causa delle sostanze inquinanti trasportate dal Sarno e che sfociano tra Castellammare e Torre Annunziata, dove, inoltre, già è ben noto il problema degli scarichi fognari selvaggi.

Il Parco è sempre dalla parte del mare e dei suoi grandi e piccoli abitanti: quest’anno è stato uno dei 4 parchi marini nazionali scelto per affiancare il CNR, Legambiente e alcune università italiane per il progetto Life Delfi, che si occuperà della salvaguardia e del soccorso dei delfini. Il progetto si propone di ridurre la mortalità dei delfini lungo le coste tirreniche, del mar Adriatico e sul versante della Croazia.

Saranno​ formate delle vere e proprie squadre di soccorso per i delfini in pericolo​ e sperimentati dissuasori acustici e deterrenti visivi per tenere lontani i tursiopi dalle reti, dai pericoli e soprattutto dagli uomini. Anche questo è #Salvamare?

Antonietta Della Femina – Riproduzione © Diritti Riservati MN24