Castellammare di Stabia, il prefetto individua tre istituti stabiesi da attenzionare

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Ci sono anche tre istituti stabiesi tra quelli finiti sotto la lente di ingrandimento delle forze dell’ordine nell’ambito del piano di prevenzione e contrasto alla diffusione di armi e sostanze stupefacenti nelle scuole, promosso dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari. Le verifiche, condotte tra la fine di ottobre 2024 e il marzo scorso, rientrano in un più ampio programma di controllo avviato dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che coinvolge tanto il capoluogo quanto i comuni dell’area metropolitana.

A Castellammare, i controlli — svolti in collaborazione tra Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza — si sono concentrati su tre istituti secondari della città, scelti sulla base di specifiche analisi di rischio. Durante le ispezioni, effettuate anche con l’impiego di unità cinofile e metal detector, non si è puntato solo alla repressione, ma soprattutto alla prevenzione. L’obiettivo, spiegano dalla Prefettura, è creare una rete di protezione che coinvolga scuole, famiglie, enti locali e associazioni del territorio, per promuovere modelli educativi positivi e una cultura della legalità.

Negli ultimi mesi, le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli nei pressi degli istituti scolastici, con verifiche a campione anche negli orari di ingresso e di uscita. “Il fenomeno dello spaccio non si combatte solo con le denunce e i sequestri – ha dichiarato il Prefetto Di Bari – ma con un’azione sinergica e costante di educazione, ascolto e responsabilità condivisa tra scuola e istituzioni”.

In questa direzione si muove anche il Tavolo permanente contro la devianza minorile, al quale partecipa il Comune di Castellammare insieme a dirigenti scolastici, forze di polizia e realtà del terzo settore. Il gruppo di lavoro punta a rafforzare i percorsi di inclusione e sostegno per i ragazzi più vulnerabili, contrastando dispersione e abbandono scolastico — due fattori che, come sottolinea la Prefettura, rappresentano spesso la porta d’ingresso verso la marginalità e la criminalità.