Il sindaco Gaetano Cimmino ha rotto il silenzio in merito alla questione del caso Monte Faito che da alcuni giorni è materia di discussione in due dei comuni su cui ricadono i versanti del monte: Castellammare e Vico Equense. “Non sono minimamente preoccupato dal fatto che Castellammare di Stabia possa “perdere” il proprio monte.- interviene il sindaco Cimmino – A nessuno, ovviamente, sarà concesso di spostare una foglia senza di noi.
No, la preoccupazione risiede bensì in quello che sembra essere un blitz speculativo maturato da accordi sottobanco. Strano l’interesse dello scaduto rappresentante di un Parco che non ha mai mosso un dito finora. Tante ombre e nessuna trasparenza. Tante le “spinte” che sto leggendo in queste ore. Bene. Chi vuole questa “vendita” immobiliare? Chi sta coltivando interessi sui milioni di euro che noi, e solo noi, con merito e caparbietà abbiamo sbloccato?”
Alla base della bufera la richiesta del Comune di Vico Equense a Città metropolitana della sua quota proprietaria del Faito, il 50%, mentre l’altra metà appartiene alla Regione Campania, in cambio dell’edificio scolastico di Fornacelle. Quanto basta per scatenare un dibattito politico sul versante stabiese. Per Andrea Di Martino, consigliere di Italia Viva: “Monte Faito non è un bene che può essere trattato campanilisticamente” mentre Per i Dem “essa rappresenta non solo una parte consistente del territorio della nostra città ma anche e soprattutto un pezzo irrinunciabile per Castellammare”.
I versanti del monte Faito ricadono in tre Comuni: Castellammare di Stabia, Vico Equense e Pimonte, a questo punto il sindaco si chiede: “Perché Città Metropolitana non ci ha messo al corrente di questa operazione? Come faceva Vico Equense a conoscere tale condizione? Tutto lascerebbe pensare a un blitz molto poco trasparente su cui aleggiano ombre e sospetti. Qualcuno sta coltivando interessi su quei milioni di euro? Converrete tutti che si tratta di fatti molto gravi”.
Il sindaco continua dicendo che chi accusa l’amministrazione di essere stata silente è quella parte politica che aveva perso i milioni di euro necessari per la mitigazione del rischio idrogeologico e per la messa in sicurezza della strada.
“Quando la mia amministrazione si è insediata, grazie alla mia caparbietà e a quella dell’assessore Giovanni Russo, quei milioni di euro li abbiamo recuperati. Abbiamo nominato il Responsabile Unico del Procedimento (Rup), effettuato indagini geologiche ed il progetto è pronto per essere attuato grazie anche al supporto ricevuto dal presidente Vincenzo De Luca. Non ci siamo fermati un solo istante su questo progetto che interessa più Enti e tanta burocrazia.
Bene, invece, in questo contesto, la proposta del consigliere Andrea Di Martino, che giudico lodevole e che riguarda un coordinamento tra Comuni per chiedere alla Regione di esercitare il diritto di prelazione sull’acquisto delle quote della Città Metropolitana e costruire insieme un piano di valorizzazione dei beni del Faito.
Dal punto di vista politico, ho inoltre già chiesto al capogruppo regionale di Forza Italia Annarita Patriarca di presentare una interrogazione alla Regione affinché venga fatta chiarezza sulle procedure in atto e nel contempo di verificare come mai da più di un anno non viene nominato il nuovo presidente dell’Ente Parco dei Monti Lattari”.

