Castellammare di Stabia, piazza Principe Umberto dove si trova il Monumento ai Caduti, si trasforma nel set del recital Scugnizzi. Però attenzione, non ci sono il cast, la produzione e i tecnici, ma un “attore” speciale che dà vita al capolavoro Zoccole Zoccole. Non serve un abbonamento a teatro, perché lo spettacolo – gratuito e purtroppo quotidiano per le segnalazioni che arrivano – arriva direttamente dal sottosuolo. Il protagonista è un topo di fogna, emerso da una caditoia, come un attore pronto a calcare il palcoscenico. Con il musetto all’insù e lo sguardo curioso, l’animale si è messo a “sbirciare” gli esseri umani, osservandoli come fossero loro gli intrusi in casa sua.
Un siparietto che non ha fatto sorridere, ma rabbrividire molti e indignare la gran parte dei cittadini stabiesi. Perché a Castellammare, ormai, il post-pioggia ha un copione già scritto: strade allagate e ratti che fanno capolino dalle caditoie. Sembra il set permanente del recital Scugnizzi. Colonna sonora? Inevitabilmente Zoccole Zoccole, il brano che racconta – con ironia e amarezza – proprio un’invasione di topi.
Se il topo ha scelto di giocare al voyeur, i cittadini non ci trovano nulla da ridere. Perché la scenetta è solo la punta dell’iceberg di un disagio quotidiano: le condizioni igienico-sanitarie, specie dopo i temporali, peggiorano e con esse cresce la paura di un’invasione senza precedenti. E allora, tolta l’ironia, resta la serietà del problema. La richiesta è chiara: servono interventi immediati di derattizzazione, programmati e non occasionali. Una bonifica vera, che restituisca dignità al centro cittadino e agli altri quartieri. Il messaggio va al sindaco Luigi Vicinanza: Castellammare di Stabia non può diventare la ribalta dei roditori. Ai cittadini spettano strade sicure e vivibili, non platee improvvisate per topi attori. Perché, se è vero che ogni città ha la sua fauna, a Castellammare nessuno vuole pagare il biglietto per assistere a questo recital dell’assurdo. E canta: “…e nun vonno murì“

