Castellammare di Stabia potrebbe presto diventare uno snodo cruciale nella strategia di rafforzamento della capacità militare europea. A rivelarlo è l’amministratore delegato di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, in un’intervista a Bloomberg in cui ha illustrato l’approccio del colosso navalmeccanico alla crescente domanda di armamenti e capacità difensiva proveniente dall’Unione Europea e dalla Nato.
“Possiamo facilmente aumentare la capacità militare e semplicemente riallocare la capacità produttiva civile esistente altrove nel nostro ampio sistema”, ha dichiarato Folgiero.
Un’affermazione che si traduce in un potenziale cambio di passo per lo stabilimento stabiese, già coinvolto nella produzione militare ma ora destinato, insieme al cantiere di Palermo, a una più marcata riconversione industriale in chiave bellica. A trainare questa scelta, l’impennata della spesa militare in Europa e oltre Atlantico, legata ai nuovi impegni presi in ambito Nato — con l’obiettivo del 5% del PIL da destinare alla difesa — e al piano di riarmo promosso dalla Commissione europea.
Folgiero non ha esitato a definire questo contesto come una “gigantesca opportunità” non solo per Fincantieri ma per tutto il comparto industriale, compresi quei settori in difficoltà che potrebbero trovare una nuova vita nella riconversione militare.
Durante una recente presentazione agli investitori, Fincantieri ha dichiarato di voler intercettare almeno 20 miliardi di euro di questa nuova ondata di spesa. L’obiettivo? Far sì che la divisione militare — attiva nella costruzione di fregate, cacciatorpediniere e portaerei — rappresenti il 30% dei ricavi entro il 2027, rispetto al 20% del 2024. Contestualmente, il peso della produzione di navi da crociera dovrebbe scendere dal 44% al 35%.
Nel nuovo piano industriale, atteso per l’autunno, la strategia prevede una vera e propria riallocazione geografica della produzione:
- Castellammare di Stabia e Palermo: focus sulla produzione militare;
- Romania (Vard): costruzione degli scafi per navi da crociera;
- Vietnam (Vung Tau): produzione di navi specializzate, sfruttando i costi più contenuti.
Folgiero ha però precisato che l’assemblaggio finale e l’allestimento delle navi da crociera continuerà a essere effettuato nei siti italiani di Monfalcone, Marghera, Ancona e Genova, sottolineando così la centralità del sistema industriale italiano nella fase di completamento.
“I settori delle navi militari, da crociera e specializzate trarranno tutti beneficio dalla riorganizzazione pianificata”, ha aggiunto l’a.d.
La riorganizzazione dovrebbe partire entro 6-18 mesi dall’approvazione del piano industriale, con effetti attesi già nel medio termine. Parallelamente, Fincantieri punta forte anche sulla tecnologia subacquea, con lo sviluppo della nuova divisione subacquea dedicata ai droni sottomarini, con l’obiettivo di superare gli 800 milioni di euro di fatturato nel settore entro il 2027, raggiungendo margini operativi fino al 19%.

