Castellammare -Chiude la Meridbulloni

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Le porte della Meridbulloni, questa mattina, sono rimaste chiuse,  senza alcun preavviso agli 80  operai che vi lavorano. In un primo momento si è pensato  a una chiusura momentanea in attesa della cassa integrazione, come periodicamente accade  in tempi di crisi. Ma gli operai si sono ricreduti quando sono stati tenuti a distanza dalla sorveglianza. E solo a quel punto è stato preso in considerazione una vera e propria chiusura. I vertici dell’azienda hanno  fatto sapere che molto probabilmente l’industria si trasferisce al Nord, Torino o Milano. L’annuncio ha  provocato tanta rabbia e tensione tra i lavoratori che, oltre a perdere il posto di lavoro, vedono sfumare  la loro sicurezza economica.  I sindacati, riunitisi in mattinata, hanno riferito che l’azienda chiude e mette in cassa integrazione gli operai per tutto il mese di gennaio, mentre a febbraio vengono trasferiti al nord. Sperano in una trattativa che riporti la situazione alla normalità, ma sono obiettivi e ipotizzano che il dialogo tra le parti, a queste condizioni, sia poco credibile. L’azienda, del Gruppo Fontana, è un pezzo storico della siderurgia stabiese, che dà un posto di lavoro e un reddito a tante famiglie. La sua chiusura sarebbe una perdita notevole e una sconfitta. Gli operai dovrebbero optare tra perdere il lavoro o trasferirsi al nord. Intanto per lunedì prossimo, l’assessore regionale Antonio Marchiello ha indetto un incontro sindacale per cercare una soluzione. Le forze politiche sono insorte davanti a questo stato di fatto a cominciare dal consigliere di Liberi e Uguali, Tonino Scala: “Anche Meridbulloni – dice – chiude e lo fa con gli stessi metodi usati della camorra”. Il Presidente della Regione Campania ha affermato: ”La chiusura della Meridbulloni di Castellammare e la messa in cassa integrazione degli operai senza preavviso è un fatto grave che impone la convocazione immediata dell’azienda per impedire un ulteriore colpo al mondo del lavoro della Campania”.