Nuova operazione dei Carabinieri nel rione Savorito. Oltre duecento persone identificate e decine di sanzioni. Intanto il Comune punta sulla riqualificazione da 28 milioni di euro.
Ancora un’operazione delle forze dell’ordine nel cuore del rione Savorito, conosciuto da tutti come il “quartiere bunker”. Durante un blitz mirato, i Carabinieri della Compagnia stabiese, supportati dal Reggimento Campania e dalla Polizia Municipale, hanno scoperto dosi di cocaina e crack nascoste nel vano ascensore di una delle palazzine popolari. Il sequestro è avvenuto nel corso di una vasta attività di controllo che ha portato all’identificazione di oltre duecento persone e alla verifica di decine di veicoli. Dieci cittadini sono stati trovati in possesso di piccole quantità di droga e segnalati alla Prefettura, mentre non sono mancate sanzioni per infrazioni al Codice della Strada, tra cui guida senza assicurazione, mancata revisione e uso del cellulare al volante.
Il quartiere Savorito non è nuovo a episodi di questo tipo. Negli ultimi anni le palazzine popolari sono state spesso teatro di maxi sequestri di sostanze stupefacenti e armi da fuoco. Cantine, vani tecnici e intercapedini si sono rivelati nascondigli perfetti per i trafficanti. In più occasioni i militari hanno rinvenuto chili di cocaina, marijuana e hashish, oltre a pistole con matricole abrase, confermando la centralità dell’area nei traffici legati ai clan locali. Non di rado, le operazioni hanno portato alla scoperta di vere e proprie centrali di spaccio, con cantine trasformate in depositi di droga e materiale per il confezionamento.
Se da un lato le forze dell’ordine cercano di arginare il fenomeno con blitz e controlli serrati, dall’altro il Comune di Castellammare tenta di cambiare il destino del quartiere con un piano di riqualificazione urbana. Sono stati stanziati ventotto milioni di euro per abbattere e ricostruire novantotto alloggi popolari e per realizzare una nuova scuola, un centro sportivo e spazi pubblici destinati alla socialità. Dopo anni di ricorsi e ostacoli burocratici, il TAR ha dato il via libera al progetto lo scorso settembre, permettendo all’amministrazione di avviare i cantieri. La scelta seguita è quella del “prima costruisco, poi demolisco”, così da garantire agli abitanti continuità abitativa durante i lavori.
La sfida è ambiziosa e complessa. Il Savorito, da sempre considerato un fortino della criminalità, resta un luogo segnato da degrado e marginalità. Eppure, la combinazione tra la pressione costante delle forze dell’ordine e gli interventi di rigenerazione urbana potrebbe rappresentare una svolta. Solo coniugando legalità e riqualificazione, e coinvolgendo attivamente la comunità residente, sarà possibile restituire dignità al quartiere e spezzare il legame che da troppo tempo lo lega all’illegalità.

