Castellammare, Base Popolare: Nulla è più rinviabile, Puc e Ascensore del Solaro, serve chiarezza

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Dopo l’ennesimo rinvio della Conferenza dei Servizi sull’ascensore di collegamento con il Solaro, Base Popolare Democratici e Progressisti chiede che l’Amministrazione riferisca in aula sui ritardi che bloccano il Piano Urbanistico Comunale e i progetti strategici per la zona alta di Castellammare di Stabia. Sul dissesto idrogeologico, sulla difesa della costa e sul futuro di Corso De Gasperi non possono esserci ulteriori rinvii: cittadini e imprese attendono risposte e decisioni immediate.

Comunicato Stampa

“Dopo l’ennesimo rinvio della Conferenza dei Servizi sull’Ascensore del Solaro chiediamo che siano date informazioni in aula.

Sul dissesto idrogeologico non possono esserci più ritardi lo chiede la zona alta della città lo chiedono abitanti e imprenditori di via De Gasperi. Nulla è più rinviabile

Con le note inviate nei giorni scorsi al presidente della Commissione Consiliare Urbanistica, abbiamo ribadito ancora una volta che si debba una spiegazione alla città e al Consiglio sulle ragioni che hanno ritardato l’approvazione del Piano Urbanistico Comunale (Puc)
Era necessario far trascorrere questi 20 mesi per apportare modifiche, correggere errori? Il confronto che si è svolto martedì 17 in Commissione, con la partecipazione dell’assessore all’Urbanistica G. Guida, ci ha permesso di apprendere, che tranne che per correzioni formali, il PUC è rimasto quello del 2022, con le modifiche apportate dai Commissari.
La Commissione Straordinaria, nominata a fine febbraio del 2022, scelse cioè di non sospenderne la procedura per valutare gli indirizzi contenuti nel Puc, approvato dalla giunta 16 giorni prima del decreto di scioglimento. Dalla documentazione pubblicata emerge che, oltre alle valutazioni sulle sole 46 osservazioni pervenute a seguito della pubblicazione, la Commissione Straordinaria dettò, come verbale del 22.6.22, a sua volta ai progettisti proprie linee d’indirizzo, introducendo sostanziali e innovative modifiche alle impostazioni delle originarie previsioni del PUC.
Modifiche che riguardano in particolare:

  • la scelta, che condividiamo, di bloccare la costruzione di case lungo la Corso De Gasperi;
  • la nuova previsione di realizzare, al posto dell’Housig sociale, edilizia residenziale pubblica che determinava nei fatti un diverso regime dei suoli interessati dagli interventi (attraverso l’espropriazione) e, dunque, l’obbligo di consentire ai cittadini di formulare osservazioni al riguardo. Tale scelta, inoltre, per diventare attuabile e concreta, avrebbe richiesto l’indicazione, ancorché sommaria, la previsione di spesa a carico del bilancio dell’Ente
  • Modifiche queste che a nostro avviso avrebbero richiesto la ripubblicazione del piano.
    Il 28.6.22 l’Organismo straordinario invece, recepì con delibera di giunta N.85 l’aggiornamento degli elaborati grafici e normativi del Piano Urbanistico Comunale nella sua componente strutturale e programmatica.
    L’Iter di approvazione del Puc in tutti i casi, proviamo a dirlo da tempo, è rimasto “appeso”.
    Non vi è stata neanche l’approvazione con delibera che i Commissari avrebbero potuto assumere con i poteri del C Comunale, dopo la determina N° 2141/2023 DEL 14/11/2023 del dirigente all’Urbanistica avente ad oggetto: Definizione Conferenza di Servizi decisoria ai sensi degli artt. 14 co. 2 e 14 bis della Legge 7 agosto 1990 n. 241 del procedimento del Piano Urbanistico Comunale della Città.
    Siamo impantanati da due anni e più, da giugno 2024 questo ritardo ci appartiene, è responsabilità nostra!!!
    Il Puc ne siamo tutti consapevoli, riveste una straordinaria importanza per indirizzare lo sviluppo della città, rispettando l’ambiente, bloccando il consumo di suolo, valorizzando risorse, opportunità e potenzialità di cui Castellammare dispone.
    In questi giorni ci siamo permessi di osservare che la discussione – le relative delibere sul Puc e il Ruec sono all’esame della commissione consiliare – incrocia l’invito rivolto ai Comuni, oltre che dalla Regione nei 120 giorni a partire dal 19 gennaio 2026, anche dall’ANCI regionale, affinché si discuta del Piano Paesaggistico Regionale, contribuendo, partendo dai propri territori, a migliorarlo con segnalazioni e proposte.
    Noi non condividiamo chi, dopo tutti questi mesi, pensa che si debba approvare il PUC per poi andare avanti con correzioni, cambiamenti e varianti successive. Lo troviamo un modo assurdo di concepire la pianificazione, di dettare regole che diano certezza ai cittadini e a chi ha voglia di investire nel nostro territorio.
    Avevamo sperato, considerato che ad oggi il documento strategico (DOS) è ancora quello del 2020 dell’Amministrazione Cimmino, che con l’ulteriore incarico dato a ottobre 2025, si fosse in attesa del nuovo DOS, per indicare l’idea di città di questa amministrazione e per orientare le modifiche da apportare al Puc. Il Dos è richiesto anche per utilizzare le risorse del Programma PRIUS, circa 22 milioni assegnati a Castellammare.
    Ci siamo illusi. Il Consiglio Comunale, ancora una volta, non è stato chiamato a contribuire, con proprie linee di indirizzo, a definire contenuti e priorità.
    In questi mesi ci siamo mossi segnalando il nostro punto di vista in modo corretto e costruttivo, con lettere inviate al Sindaco e alla maggioranza, con interrogazioni consiliari, alle quali raramente abbiamo ricevuto risposte.
    Abbiamo fatto la stessa cosa, a partire dai problemi legati al PUC, nel corso dei due anni in cui il Comune è stato gestito dalla Commissione Straordinaria.
    Siamo ritornati più volte sul tema, e se ne discusse anche il 24 gennaio 2025 nel corso di un’assemblea pubblica convocata dal PD, presenti, oltre a cittadini, Consiglieri Comunali e dirigenti del partito, l’assessore G. Guida, il Sindaco L. Vicinanza e l’assessore regionale B. Discepolo.
    Giudicammo in modo positivo l’incontro, pur ribadendo le nostre perplessità sulle procedure richiamate, chiedemmo che si facessero passi in avanti, di non rimanere fermi e senza saper dare una spiegazione alla città sulle ragioni del grave immobilismo.
    Le domanda, più volte poste, ritornano, sulla base quanto previsto dall’art. 7 del REGOLAMENTO (4 agosto 2011, n. 5) di attuazione per il Governo del Territorio, la Commissione non avrebbe dovuto ripetere l’adozione assegnando nuovi termini per le osservazioni? Oggi non sarebbe spettato a questa Amministrazione farlo?
    Noi chiediamo che su questo aspetto, chi ne ha la competenza e la responsabilità, risponda e attesti che il problema sollevato non ha nessuno fondamento e non esporrebbe l’Ente a ricorsi e a contenziosi; che ci sia stato, per fare un esempio, riscontro a quanto richiesto dalla Città M. in merito a un aspetto rilevante: la mancata coerenza del PUC alla normativa sovra comunale.
    Se ci fosse stato ascolto, in questi quasi due anni si sarebbe potuto ripubblicare il Piano, ascoltare la città, associazioni, le parti sociali, rispondere alle osservazioni, anche quelle degli enti e CHIUDERE la procedura con l’adozione del Piano molti mesi prima.
    Il tempo lo si perde quando si agisce senza aver approfondito i problemi, come dimostra il nuovo rinvio a data da destinarsi della conferenza di servizio convocata per il 18 febbraio, per l’approvazione del progetto per l’ascensore inclinato di collegamento con il Solaro: “stante l’esigenza di completare l’acquisizione di alcuni pareri, nonché fornire opportuni chiarimenti agli Enti preposti”.
    Naturalmente anche di questo progetto il Consiglio Comunale non ha mai discusso e/o ricevuto informazioni. Speriamo che adesso lo si faccia!
    Speriamo-come ci chiedono cittadini e imprenditori- che si posa discutere, dopo i danni causati dal maltempo, dei seri problemi legati al dissesto idrogeologico e alla difesa della costa. E’ indispensabile una verifica degli interventi in atto a difesa della costa. Nulla è più rinviabile! Il Quartiere alto, il Cento Antico, le attività e i cittadini di Corso De Gasperi sono esposti a rischi seri e a disagi. Abbiamo accumulato ritardi nel far partire progetti già finanziati e bucato bandi che aprivano alla possibilità di poterne ottenere altri.
  • Nulla è più rinviabile”.