Castellammare, Apuzzo: «Sul Piano Spiagge manca chiarezza e visione politica»

0
70
castellammare
mn24.it

«Un emendamento pasticciato ha fatto saltare la discussione sul Piano Spiagge, segno evidente della mancanza di chiarezza e trasparenza su un tema che dovrebbe rappresentare un’occasione storica per la nostra città». È netto il giudizio del consigliere di Base Popolare Democratici e Progressisti, Maurizio Apuzzo, che interviene sulla discussione in Commissione relativa al PAD (Piano Attuativo di Utilizzazione delle Aree Demaniali).

Impegnato per lavoro e impossibilitato a partecipare alla seduta, Apuzzo ha inviato un documento alla Commissione per ribadire le proprie osservazioni: «L’atto che si dovrebbe portare in Consiglio non è esaustivo, è carente sia di contenuti politici che tecnici. Il PAD deve recepire le linee del PUAD regionale e valutare la reale consistenza delle aree demaniali litoranee, da Vico Equense fino a Marina di Stabia, comprese le aree in concessione a Fincantieri, Maricorderia ed ex Colonia Ferrovieri, che non possono essere considerate pubbliche».

Secondo Apuzzo, particolare attenzione va posta anche sulle tre concessioni Palombara, ex Calcina e Rotonda, che «sembrano più stabilimenti balneari che spiagge libere attrezzate», e sulla destinazione dell’arenile tra la Banchina di Zi Catiello e Marina di Stabia, «che non può essere ridotta a poche ipotesi senza una visione complessiva».

Il consigliere sottolinea come la questione centrale resti la proporzione tra pubblico e privato: «Serve una discussione politica chiara su quale percentuale applicare, quali aree mettere a bando per nuove concessioni e come gestire quelle già esistenti. Non si fa chiarezza sulle gare né su come utilizzare l’arenile. È un anno che parliamo di “mare ritrovato”, di spiagge, di lungomare: ma restano solo parole. La Regione ci ha dato uno strumento, ma manca la guida politica».

Apuzzo avanza poi alcune domande precise: «Perché non si parla della restituzione dell’arenile concesso a Marina di Stabia per una scuola di vela mai realizzata? È stata fatta una verifica sullo stato delle concessioni in vista del bando 2026?».

Richiamando gli articoli del PUAD regionale, il consigliere rimarca la necessità di rispettare principi come l’accessibilità universale, la sostenibilità ambientale e l’equilibrio tra stabilimenti privati e spiagge libere. «Il documento presentato – conclude – è soltanto una zonizzazione, priva di visione strategica e di direttive politiche. Occorre un confronto serio e condiviso con tutti gli attori coinvolti, a partire dai cittadini. Senza questo, il Piano Spiagge rischia di essere un’occasione persa».