Castellammare: a Pop Corn la verità dei sindaci mandati a casa

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Castellammare… da Bobbio a Cimmino, passando per Cuomo e Pannullo: quindici anni di instabilità amministrativa sotto la lente di un dibattito senza sconti

Castellammare di Stabia torna a interrogarsi sulle proprie fragilità politiche partendo da chi ha provato a governarla. È questo il senso della puntata speciale di Pop Corn condotta da Biagio Vanacore direttore Media News 24, che ha riunito in studio gli ultimi quattro sindaci stabiesi che non sono riusciti a completare il mandato: Luigi Bobbio, Nicola Cuomo, Antonio Pannullo e Gaetano Cimmino. Un confronto diretto, con trenta minuti a disposizione per ciascun ospite, per analizzare cause, responsabilità e limiti strutturali di una crisi che dura da oltre quindici anni.

La trasmissione nasce con un obiettivo preciso: capire perché, a prescindere dal colore politico, le amministrazioni comunali di Castellammare cadano sistematicamente prima della scadenza naturale. Un’anomalia che affonda le radici nella legge elettorale, nella frammentazione delle coalizioni, nel proliferare delle liste civiche e nel ruolo sempre più debole dei consigli comunali, spesso trasformati in luoghi di scontro anziché di indirizzo politico.

Ad aprire la puntata un momento di commozione per la scomparsa del sindaco di Pompei, Carmine Lo Sapio, ricordato come amministratore appassionato e profondamente legato al territorio. Subito dopo, il dibattito entra nel vivo, con il racconto diretto di chi ha governato una delle città più complesse della Campania.

Dalle opere pubbliche alla sicurezza, dal dissesto finanziario alla gestione della macchina amministrativa, emerge un quadro condiviso: Castellammare è una città dalle enormi potenzialità, ma intrappolata in un sistema politico fragile, dove gli equilibri si rompono facilmente e la continuità amministrativa resta un miraggio. Le testimonianze degli ex primi cittadini delineano un problema che va oltre i singoli nomi e le appartenenze politiche.

Bobbio parla di “esecuzioni politiche” consumate nei consigli comunali, Cuomo richiama la mancanza di pazienza e di visione a medio-lungo termine, Pannullo sottolinea le difficoltà di governare con maggioranze eterogenee, mentre Cimmino evidenzia i limiti di un sistema che arriva tardi alla costruzione delle coalizioni e rinuncia al controllo politico preventivo.

Il filo conduttore è chiaro: negli ultimi quindici anni nessun sindaco è riuscito a completare il mandato, indipendentemente dal colore politico. Una costante che ha prodotto instabilità, blocco della programmazione e il rischio di lasciare incompiuti progetti strategici per lo sviluppo della città.

Il confronto televisivo non offre soluzioni immediate, ma pone una domanda inevitabile e ormai non più rinviabile: senza una riforma delle regole e un profondo cambio di cultura politica, Castellammare di Stabia potrà davvero uscire dal circolo vizioso dell’instabilità amministrativa?