Castellammare, 120 piante di cannabis sequestrate a Pozzano

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mn24.it

Il bosco di Pozzano, alle porte di Castellammare di Stabia, ha restituito un altro frammento del mosaico criminale che da anni infesta i Monti Lattari. Tre piazzole nascoste tra la vegetazione, 120 piante di cannabis indica alte più di un metro, curate con precisione, in piena fioritura. L’ennesima scoperta – avvenuta appena 24 ore dopo un’altra operazione simile – è solo l’ultimo tassello di “Continuum Bellum 3”, la maxi operazione antidroga dei Carabinieri, che da metà maggio stringe la morsa sul polmone verde tra la costiera sorrentina e l’agro nocerino-sarnese.

Il nome dell’operazione non è casuale. “Guerra continua” è, infatti, la traduzione letterale del latino “Continuum Bellum”: una lotta senza tregua che dura da tre anni consecutivi e che ogni estate si rinnova tra anfratti, sentieri impervi e radure inaccessibili. A combatterla, i Carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia, supportati da reparti speciali come lo Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, i droni del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata e gli elicotteri del 7° nucleo di Pontecagnano.

I risultati, anche quest’anno, parlano chiaro:
• Oltre 670 piante di cannabis già individuate e distrutte, in almeno 17 piazzole clandestine distribuite tra Gragnano, Castellammare e Lettere.
• Due chili di marijuana essiccata, bilancini di precisione e materiale per il confezionamento rinvenuti in rifugi naturali nascosti tra grotte e insenature.
• Un arsenale occultato nel sottobosco: due pistole con matricola abrasa, tre fucili – di cui uno semiautomatico – e più di 100 munizioni sequestrate.

Il cuore delle operazioni si concentra nelle aree più selvagge: Vallone Fondica, Monte Muto, le colline di Gragnano e i confini boscati tra Castellammare e Lettere. Zone difficili da pattugliare, dove la natura diventa complice: i gruppi criminali sfruttano la morfologia del territorio per costruire passaggi nascosti, tunnel scavati a mano e rifugi invisibili dall’alto.

Proprio per questo, la strategia dei Carabinieri è multiforme: sorveglianza aerea, incursioni via terra, pattuglie a piedi e tecnologia avanzata. Un’azione capillare volta a disarticolare le reti del narcotraffico, smantellare l’infrastruttura logistica che permette a piccole “aziende agricole” del crimine di produrre e distribuire droga in quantità industriali.