Tragedia lungo la statale Domiziana, dove il 44enne Marco Ioime è stato investito a morte mentre attraversava sulle strisce pedonali, diretto al lavoro. L’urto con l’auto lo ha scaraventato a diversi metri di distanza, facendolo ricadere con violenza sull’asfalto. Soccorso e trasportato d’urgenza al Pineta Grande Hospital, l’uomo non ce l’ha fatta: le ferite riportate erano troppo gravi. Marco lascia la moglie e una figlia.
L’automobilista responsabile non si è fermato a prestare soccorso. La polizia di Castel Volturno ha acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza e, grazie agli accertamenti svolti, ha identificato il modello della vettura coinvolta. Dalle prime verifiche risulta che l’auto fosse stata presa a noleggio da una società, un dettaglio che potrebbe consentire di risalire al conducente nelle prossime ore.
Quella di Marco Ioime è una delle tante vite spezzate sulle strade italiane. Secondo i dati più recenti diffusi da Aci e Istat, nel 2023 si sono registrati oltre 166 mila incidenti con lesioni, più di 224 mila feriti e 3.039 vittime. Nel 2024 i numeri restano purtroppo stabili, con circa 3.030 morti, segno che, nonostante i progressi nella sicurezza e i controlli sempre più serrati, la strada continua a rappresentare un luogo ad alto rischio. Solo nei primi sei mesi del 2024 i decessi sono stati 1.429, in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il caso di Castel Volturno riporta dunque sotto i riflettori un’emergenza che non accenna a diminuire. Distrazione, eccesso di velocità e mancato rispetto delle regole restano tra le principali cause di incidenti mortali. Mentre si cerca il pirata della strada che non si è fermato a soccorrere Marco, l’ennesimo dramma ricorda quanto ancora sia lungo il cammino per ridurre realmente le vittime della strada in Italia.

