Nuovo processo per l’ex comandante dei carabinieri di Castel San Giorgio, Antonio Gangemi. Le accuse sono di falso e in atto pubblico. Insieme a lui, è stato rinviato a giudizio anche Vincenzo Adinolfi, responsabile di due società mandatarie della Vodafone. La decisione del gup Alfonso Scermino è legata agli esiti investigativi condotti dalla procura di Salerno prima, e da quella di Nocera Inferiore poi, tra il 2008 e il 2009. Al centro dell’ipotesi accusatoria, la richiesta di 465 schede telefoniche per conto della stazione di Castel San Giorgio, con l’utilizzo di un timbro intestato, contraffatto – secondo il pm Marco Colamonici – da Gangemi e Adinolfi. Il “raggiro” di Gangemi avrebbe fruttato premi alla società di Adinolfi per 25.000 euro circa. In particolare, le schede sim sarebbero state utilizzate, o comunque erano destinate, a familiari dei militari della stazione carabinieri. I due indagati, difesi dai legali Gabriele Capuano e Maria Grazia Cafisi, avevano sottolineato la mancata attivazione di quelle schede e la restituzione dei 25mila euro di commessa. Per la procura invece, il timbro utilizzato per la truffa era in uso esclusivo al comandante. Il processo comincerà il 24 gennaio 2017, davanti al giudice Domenico Diograzia. Gangemi, in un procedimento separato, era stato condannato in primo grado a seguito di un’indagine parallela, con al centro irregolarità su detenzione di armi e droga, all’interno della stessa stazione dei carabinieri. L’ex comandante fu condannato per il reato relativo alle sole armi, mai registrate secondo le accuse della procura

