Castel San Giorgio non avrà più Villa Calvanese

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Villa Calvanese non sarà più di proprietà del Comune di Castel San Giorgio. Con delibera del 17 giugno 2016, infatti, il commissario prefettizio Amantea ha inserito il palazzo, vanto del piccolo Comune dell’Agro, nel piano delle alienazioni con ipotesi di cessioni ai privati per 20 anni ad un canone annuo di 120.000,00.

Una notizia, questa, che da mesi sta creando malumori in città. Dura presa di posizione di Gerardo Alfano, ex presidente dell’associazione ex amici di Villa Calvanese. “Era il 20 luglio 2007 -scrive Alfano – quando fu presentato a Castel San Giorgio per la prima volta il premio internazionale di letteratura dedicato a Jean Claude Izzo, poeta e scrittore, la cui opera oltre che la biografia resta indissolubilmente legata al nostro Comune. L’evento fu promosso dall’Associazione Amici di Villa Calvanese presieduta dal dottor Gerardo Alfano in collaborazione con l’Associazione Santa Barbara e con il patrocinio dell’Amministrazione dell’epoca.

Fu l’occasione per il figlio del grande scrittore Izzo, Sebastien, di visitare i luoghi e respirare gli odori cosi ben descritti dal padre, fu l’occasione per vedere alternarsi nelle edizioni a seguire scrittori e letterati del Noir Mediterraneo nel piccolo comune dell’Agro. Fu l’occasione per riaffermare un identità culturale del nostro Comune e dare alla splendida struttura di Villa Calvanese la sua più naturale vocazione, quale cornice ideale di eventi di livello nazionale, ospitando nel corso degli anni migliaia di visitatori ed estimatori.Oggi, dopo circa 250 anni, Villa Calvanese ha chiuso il portone.Fuori l’Associazione Amici di Villa Calvanese, fuori i cittadini del nostro comune, fuori i tanti visitatori”. Chiaro, Alfano, nel suo intervento: “Una sconfitta per la politica, che preferisce delegare ai privati la gestione di un bene cosi prezioso e una sconfitta per tutta la comunità che si vede privata del suo fiore all’occhiello.Dopo quasi dieci anni le opere di Izzo sono decantate altrove ed un altro Palazzo ne ospita i versi, a riprova di quanto grande fosse l’intuizione di quegli anni.Quella di Castel San Giorgio, delle sue radici e della voglia di riscatto dei suoi abitanti sembra l’ennesima occasione sprecata se con coraggio i suoi cittadini non smetteranno di delegare, divenendo di nuovo attivi, responsabili e solidali”.