De Cesare battezza il 4-3-3 d’occasione con Capuano, Catalano, Giura e Cuomo a protezione di Coppola. A centrocampo vanno Ferrara, Vaccaro e Natiello. In avanti ci sono Barbarisi, il Liguori 2002 e il Liguori con qualche anno in più. Granata di Di Pasquale col 4-3-2-1. In porta Bruno. Nelle retrovie Sciretta, Capone, Forino e De Simone. In mediana Coppola, Santosuosso e Castellano. In avanti Caffaro e Todino sostengono l’azione della prima punta D’Acierno. Sangiorgesi propensi a fare la partita, granata irpini bravi a tenersi corti e pressare. Ma quando, ad esempio, Barbarisi gioca al gatto col topo, ovvero tartassa De Simone nello sprint sulla corsia, cominciano i guai del Lioni, in un’occasione del genere vien servita una chance addirittura per la rovesciata senza esito di capitan Ferrara. Le trame della squadra di De Cesare cominciano a salire in frequenza e qualità, quando scambiano palla i tre centrocampisti, lo spettacolo è di categoria superiore. Il mister offre continue raccomandazioni al centravanti 2002, va sostenuto sempre di più, visto che non è arrivata la prima punta d’esperienza e che davanti è lui il baby preferito quando si sceglie di giocare con un under nel tridente. Barbarisi dà spettacolo, parte da destra, si accentra, cambia gioco e riceve da sinistra un cross perfetto che poco non trasforma in gol da cineteca con sforbiciata. Al 40′ la contesa si sblocca, Barbarisi se ne va alla grande a destra, crossa, nessuno interviene a centro area, pallone finito fuori dalla zona calda ma sul piede accorrente e caldissimo di Natiello, perfetto in inserimenti del genere, nella circostanza brava e tempestivo nell’andare a piazzare il diagonale chirurgico alle spalle del portiere avversario, precisamente alla sua sinistra. Primo tratto della ripresa, guizzo a sinistra del Liguori meno giovane, s’invola, va praticamente in porta da posizione decentrata ma la sua conclusione è deviata in extremis. Raddoppio sfumato, distrazione fatale in arrivo appena si molla concedendo spazio. Pareggia al 20′ della ripresa il subentrato Catrulo, mezzo fallo di D’Acierno, che sbilancia Catalano e regala al compagno di squadra l’opportunità di far centro. Entra Ferrentino, spostamenti e adattamenti. Forcing rossoblù ma con la mente rivolta all’errore commesso e al tempo che trascorre. Aumentano i cross, ma nessuno arriva a prenderli. Meglio insistere palla a terra. Fallo laterale lunghissimo, pallone in area avversaria, mazzata di Vaccaro, mani, rigore. Ma Natiello se lo fa parare da Bruno. L’arbitro dice che si ripete, il portiere s’è mosso prima. Intanto grave infortunio a Capone, entrato in contrasto con Natiello dopo la respinta inutile del portiere, inutile visto che per l’arbitro il gioco era fermo e il rigore doveva ripetersi. Capone rimane per parecchi minuti a terra, necessario l’arrivo dell’ambulanza per portarlo in ospedale. Il rigore si ripete parecchi minuti. Dal dischetto va ancora Peppe Natiello, stavolta fa centro e regala alla truppa tre punti pesantissimi. Vittoria sudata, per il rotto della cuffia e con tanta paura per quel che è successo a Raffaele Capone, che a occhio e croce s’è rotto la tibia e che a 33 anni probabilmente dovrà dire addio al calcio.







