Ammessa al rito abbreviato, per lei la Procura ha chiesto una condanna a 10 anni. Non è stata accolta la richiesta di perizia psichiatrica per la donna di Castel San Giorgio accusata d’aver fatto prostituire la figlia non ancora 14enne. Chiesta invece una condanna a 9 anni per il muratore 62enne, accusato d’aver avuto rapporti sessuali con la minore. La sentenza nei confronti dei due sarà resa il prossimo 21 novembre. Disposto invece il rinvio a giudizio per il 32enne, all’epoca dei fatti fidanzato con la piccola, ed il rumeno – respinta la sua richiesta di patteggiamento a due anni – che avrebbe consumato rapporti con la 14enne.
Ha invece patteggiato la pena ad un anno – con 200 euro di multa – la donna accusata di concorso in prostituzione, accusata d’aver procurato al muratore una donna che consumasse con lui rapporti sessuali.
Nel corso del procedimento penale è stato espletato l’incidente probatorio, nel corso del quale la piccola ha confermato i rapporti sessuali sia con il muratore che con l’allora fidanzato 32enne ed il rumeno, lasciando intendere che la madre fosse consapevole di tutto quanto accadesse in quel casolare di Castel San Giorgio. Il muratore, dal canto suo, ha confermato ogni addebito, manifestando il proprio ravvedimento.

