Castel San Giorgio, a processo chi non segnalò la barca affondata

I fatti risalgono al giugno del 2011 e i reati rischiano di essere prescritti a fine 2019. chiedere giustizia è soltanto uno dei tre naufraghi, il proprietario della barca affondata, che ha intrapreso anche un’azione civile per lesioni. Una delle tre vittime è un architetto di Castel San Giorgio, uscito in barca con due amici. Appena si rende conto che sta imbarcando acqua, con il cellulare chiama la Capitaneria di porto ma, non essendoci linea, l’unico numero che riesce a selezionare è il 112. Parla con i carabinieri, spiega la disavventura che gli è capitata e questi si prendono l’incarico di avvisare la sala operativa della guardia costiera di Salerno. Nel frattempo la barca cola a picco e i tre trovano riparo su un gommoncino sul quale trascorreranno l’intera notte. La moglie del professionista non vedendolo rincasare. Contatta la Guardia Costiera ma i militari in servizio non trovano alcuna segnalazione. La mattina successiva, si rivolge ad altri militari che si mettono a lavoro e rintracciano la cella sulla quale si è agganciato il numero dell’architetto. Di qui i soccorsi ma l’architetto e i suoi amici erano già stati tratti in salvo da un elicottero della guardia di finanza.