Cassazione, ecco la sentenza sulle aree di sosta a pagamento

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È una questione cavillosa ma un’altra sentenza della Cassazione assesta un duro colpo alle amministrazioni comunali che fanno cassa con le aree di sosta a pagamento: parliamo delle famigerate strisce blu che hanno letteralmente invaso le aree urbane a discapito di quelle bianche, le zone di sosta gratuita che, nonostante le precisazioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sui principi generali dell’art. 7 comma 8 del Cds, continuano a non essere previste.

“Qualora il comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l’installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta, su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare un’adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta” recita il Codice che specifica come tale obbligo non sussista per le zone definite “area pedonale”, “zona a traffico limitato” e in altre zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla giunta comunale nelle quali sussistono esigenze e condizioni particolari di traffico.