Report vince il ricorso contro il Garante della Privacy
Il Tribunale ordinario di Roma ha annullato la sanzione inflitta dal Garante della Privacy alla trasmissione Report per la diffusione dell’audio di una telefonata tra l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini. Con la decisione, i giudici hanno accolto il ricorso presentato dalla Rai, cancellando il provvedimento n. 621 del 23 ottobre 2025 che prevedeva una multa da 150mila euro.
Secondo il Tribunale, la messa in onda dell’audio rientrava nell’esercizio del diritto di cronaca ed era sorretta da un evidente interesse pubblico. Nella sentenza viene inoltre evidenziato come il Garante abbia svolto le indagini oltre i tempi previsti dalla legge, commettendo errori sia sul piano formale sia su quello sostanziale.
Ranucci: “Una vittoria per Report e per la Rai”
A commentare la decisione è stato Sigfrido Ranucci, conduttore e autore di Report, che ha affidato la sua reazione a un post sui social. “Caso Sangiuliano: annullata sanzione da 150mila euro. Vittoria di Report sul Garante della Privacy: trasmettere l’audio era di interesse pubblico”, ha scritto, parlando di una vittoria condivisa con l’ufficio legale della Rai.
Ranucci ha sottolineato come il Tribunale di Roma abbia riconosciuto la legittimità della scelta editoriale della trasmissione, ribadendo che la diffusione dell’audio rispondeva a un’esigenza informativa. Un passaggio che, secondo il giornalista, rafforza il ruolo del servizio pubblico nel raccontare vicende di rilievo istituzionale e politico.
La vicenda Sangiuliano e l’audio della telefonata
La sanzione del Garante era scattata dopo la messa in onda, su Rai3, di una conversazione telefonica tra Gennaro Sangiuliano e la moglie, trasmessa nel pieno della bufera mediatica che aveva travolto l’allora ministro. Il caso era esploso in seguito alla relazione dell’ex esponente del governo Meloni con l’imprenditrice Maria Rosaria Boccia, vicenda che aveva portato alle dimissioni di Sangiuliano dall’incarico.
La diffusione dell’audio aveva acceso un duro confronto tra diritto alla privacy e diritto di informazione, culminato nel provvedimento sanzionatorio del Garante. Con la decisione del Tribunale di Roma, quel capitolo giudiziario si chiude ora a favore della Rai e della trasmissione Report, riaffermando il principio dell’interesse pubblico nella valutazione delle scelte giornalistiche.

