Davide Lacerenza, noto fino a pochi mesi fa nelle notti milanesi come “il King”, potrà chiedere l’affidamento in prova ai servizi sociali per proseguire il percorso di disintossicazione intrapreso negli ultimi mesi. Una nuova fase della sua vita che segna la fine del suo impero tra champagne e locali esclusivi.
Anche la sua ex compagna, Stefania Nobile — figlia di Wanna Marchi — sta per iniziare i lavori di pubblica utilità presso la Protezione civile di Bresso, nel Milanese. I due, arrestati lo scorso 4 marzo nell’ambito di un’inchiesta su presunti giri di droga e prostituzione legati alla Gintoneria e al privé La Malmaison, avevano ottenuto la revoca dei domiciliari nei mesi successivi.
La giudice Marta Pollicino ha ratificato i patteggiamenti: quattro anni e otto mesi a Lacerenza, tre anni a Nobile, entrambi difesi dall’avvocato Liborio Cataliotti. La definizione del processo porta con sé una confisca da oltre 900mila euro, valore delle bottiglie di champagne e dei liquori di pregio sequestrati, destinati ora all’asta. A questi si aggiungono diversi arredi dei locali e somme trovate sui conti degli imputati: denaro che sarà incassato dallo Stato.
«La sentenza azzera completamente le proprietà di Davide Lacerenza. Tutto ciò che era provento dell’attività, parte lecita e parte illecita, resta allo Stato» ha spiegato il legale, sottolineando che per il suo assistito si apre ora una ripartenza da zero. L’obiettivo è la risocializzazione: Lacerenza proseguirà con il Sert il percorso terapeutico contro l’abuso di sostanze, con la possibilità di misure alternative alla detenzione qualora rispetti tutte le prescrizioni.
Per Stefania Nobile l’espiazione della pena inizierà invece entro due settimane, con mansioni di utilità sociale. Entrambi potrebbero beneficiare in seguito di una riduzione ulteriore del periodo di pena, grazie alla liberazione anticipata.
Nel fascicolo dell’indagine figura anche la testimonianza di un cliente abituale, che in tre anni avrebbe speso quasi un milione di euro per “pacchetti” che includevano champagne, escort e droga.
«Non ci sono vinti né vincitori — ha concluso l’avvocato Cataliotti —. Con la sentenza di oggi si è raggiunto un punto di equilibrio».

