La pandemia ha messo definitivamente a nudo la pochezza dell’Amministrazione
Pacifico. Dal 4 maggio molte attività hanno riaperto i battenti anche nel comune del
casertano ma viene spontaneo chiedersi se il tutto sia avvenuto in sicurezza e nel
rispetto dei DPCM. Nonostante le decine di proposte fatte in questi due mesi dall’AMBC per aiutare le famiglie e le imprese, le 9 “mozioni” della minoranza di Schiappa e le sollecitazioni di Marcello Buondono, nulla si è mosso.
Da tempo l’ AMBC propone di ripensare la mobilità e gli orari della città, iniziando a
pedonalizzare piazze e strade per permettere ai negozi di “allargarsi per distanziare”
ed ai cittadini di vivere più all’aperto.
Il Presidente del consiglio comunale mondragonese si nasconde dietro la scusa della pandemia per ovviare scadenze fondamentali , a partire dalla rinegoziazione dei mutui. Sono anni che si denunciano che per i servizi di vigilanza non armata, l’illuminazione, i parcheggi, i servizi legali, i lavori di manutenzione di ogni tipo, la fornitura di manifesti o di altri materiali (e chi più ne ha più ne metta), sono quasi sempre gli stessi ad essere incaricati.
Nel welfare, poi, il “faccio come mi pare” regna sovrano e non si pensa né a co-
programmare (art. 55, comma 2, del CTS) né a lavorare con una programmazione
pluriennale degli acquisti (art. 21 del d.lgs. n. 50/2016 e ss. mm., recante il c.d.
codice dei contratti pubblici – CCP). Di recente c’è stata un’ennesima sentenza del
Consiglio di Stato sul “principio di rotazione” per evitare le rendite di posizione, di
cui all’articolo 36, comma 1 del Codice dei contratti Consiglio di Stato, sez. III,
25.04.2020 n. 2654.
La giurisprudenza si ammonticchia, l’AMBC continua a segnalare ma le Autorità di controllo e vigilanza continuano -purtroppo- a non intervenire per ripristinare legalità e corretto funzionamento. Pacifico, dal canto suo, resta inerte sul tanto che c’è da fare per aiutare famiglie e imprese in questa grave crisi.
Gli unici a muoversi sono sempre i “soliti” che continuano ad impinguarsi alla “tavola comunale”, imbandita- come sempre- in barba a leggi e sentenze.
Giuseppina Rita De Stefano

