Casa d’appuntamenti con privée sadomaso: 5 arresti

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Sesso a pagamento in un club privato. Lo hanno scoperto nel fine settimana i Carabinieri della Compagnia di Baiano – impegnati in prima linea i militari del dipendente Nucleo Operativo Radiomobile – coadiuvati da quelli della Stazione di Monteforte Irpino, che hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare, emessa dal GIP presso il Tribunale di Avellino su richiesta della Procura della Repubblica irpina, a carico di cinque persone, dell’età compresa tra i 57 ed i 27 anni, originari delle province di Avellino, Napoli e Latina. Dovranno difendersi tutti – insieme ad altri 7 indagati – dall’accusa di associazione finalizzata allo sfruttamento della prostituzione.

L’attività d’indagine, scaturita nell’ambito di una più ampia strategia di contrasto intrapresa dal Comando Provinciale Carabinieri di Avellino, è stata avviata nel mese di ottobre 2015, a seguito di un controllo effettuato da parte dei Carabinieri del Comando Stazione di Monteforte Irpino all’interno del locale “Club Privee Libidos”, nel corso del quale è stata appurata la presenza, del tutto anomala, di diverse camere da letto, oltre ad una normale pista da ballo ed un pianobar. Tra le varie stanze esistenti, ve ne era una arredata stilesadomaso (con la presenza di funi, manette e di una parete costituita da sbarre di ferro). All’ingresso del locale erano invece disponibili preservativi.

Nel prosieguo delle indagini i militari dell’Arma hanno raccolto diverse testimonianze tra gli avventori del club, frequentato soprattutto nel fine settimana. Dalle dichiarazioni acquisite – poi riscontrate attraverso attività di intercettazione – è inequivocabilmente emerso lo svolgimento di attività sessuale all’interno del club. Gli elementi acquisiti hanno quindi consentito di delineare in maniera netta la costituzione di un sodalizio criminale finalizzato allo sfruttamento della prostituzione nonché, oltre che di accertare le responsabilità dei singoli componenti dell’associazione.

Al vertice dell’organizzazione, un pregiudicato 57enne originario di Formia, che avvalendosi in maniera diretta degli altri quattro soggetti destinatari della misura, originari di Montemiletto, Monteforte Irpino, Atripalda e Sant’Anastasia, nonché degli altri 7 indagati, ha costituito e promosso un’organizzazione criminale, finalizzata a favorire e sfruttare l’attività di prostituzione all’interno del locale.

Due dei componenti facevano addirittura prostituire le mogli che, a loro volta, promuovevano attraverso i social network (presentandosi con nomi d’arte) chat private, allo scopo di attirare più clienti presso il Libidos.

Ognuno dei componenti aveva un ruolo ben preciso: procacciare ragazze e clienti, provvedere alla pulizia ed rassetto delle stanze da letto, gestire il bar e la sala da ballo. Il tutto, ovviamente, sotto il coordinamento del vertice del sodalizio, che pretendeva che tutti i pagamenti – specie quelli alle ragazze – avvenissero esclusivamente in sua presenza.

Molte ragazze che si prostituivano nel locale – tra loro anche un transessuale – ricevevano compensi estremamente esigui. Spesso, nonostante le prestazioni sessuali rese, non ricevevano nulla.

Un aspetto particolare del contesto criminale in questione era costituito dal fatto che due sodali facevano prostituire le proprie mogli all’ interno del locale  e le stesse, a loro volta, si pubblicizzavano mediante social network (presentandosi con nomi d’arte), chat private o cedendo il proprio numero di telefono, al fine di attirare più clienti possibili presso il Libidos, ove intrattenerli e consumare con essi rapporti sessuali.

Il 57enne di Formia è adesso sottoposto al regime degli arresti domiciliari presso la propria abitazione di Formia, mentre gli altri quattro sono stati sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il locale “Club Privee Libidos”, invece, è stato posto sotto sequestro.