Cari terapisti, oggi è un giorno davvero triste – di Giovanni Somma

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Da oggi, su proposta del direttore tecnico siete stati trasferiti al residenziale.  Vi chiederete, come me, che lavoro potranno svolgere, per esempio, tutti questi psicomotricisti che lavorano con i bambini se qui di bambini non ce ne sono. Così come tutti gli altri, spostati non perché c’è bisogno di loro ma perché deve essere così.  Belle domande, senza risposta.  Siete trasferiti in 20 su 26, perché nel “vostro” ambulatorio non c’è lavoro. Eppure il vostro lavoro è curare le persone, e in questo momento ci sono almeno 110 persone di cui 47 bambini che dovrebbero essere curate da voi. Invece no, non si può. Loro a casa senza cure a peggiorare, voi qui a chiedervi cosa fare. Perché? Perché il Distretto di Nocera, nelle persone del direttore facente funzioni dr. Tramontano e della responsabile riabilitazione dr.ssa Rinaldi, nega le autorizzazioni. Per farlo parla di “disallineamento con il decreto 83/20”. Ma è vero l’opposto, perché quel decreto, “La Campania riparte”, dice che: “è fondamentale, nell’attesa che si ritorni alla normalità, che nessuna persona con disabilità e anziani non autosufficienti resti senza assistenza sociosanitaria e che nessuna famiglia resti sola. Le persone con disabilità e anziani non autosufficienti, in questo momento emergenziale, sono le più vulnerabili e devono essere tutelate”. Non solo, dice che i bambini fino a 6 anni devono accedere alle terapie immediatamente e senza motivi che possano impedirlo. In quella lista i bambini fino a 6 anni sono 28. Pur di negare le autorizzazioni i dirigenti del distretto dicono anche che “è chiaro lo sforamento del tetto contrattualizzato”. Invece è chiaro il contrario: siamo sotto al tetto di spesa di struttura per centinaia di migliaia di euro.  Vi chiederete, ma questo vale per tutti centri della ASL? La risposta è no, vale solo per Villa dei Fiori.

Dovrebbero tremarvi i polsi dalla rabbia per l’ingiustizia che subite. Dovreste scandalizzarvi, ribellarvi, rivendicare il lavoro vero e la dignità. Non so se lo farete, in queste terre spesso si diventa rinunciatari, rassegnati, vittime del “camm’afà”. Non so cosa farete, ma dovete sapere cosa accade da ormai otto mesi, e perché oggi siete qui. 

Voglio chiedervi: in quale altra ASL si bloccano a settembre i rinnovi delle terapie a centinaia di pazienti?  In quale altra ASL si negano le terapie addirittura a febbraio con la scusa del tetto di spesa quando, nonostante sia sottostimato, siamo per centinaia di migliaia di euro al di sotto di quel tetto? In quale altra ASL si lasciano venti terapisti senza lavoro mentre oltre cento pazienti hanno bisogno delle loro cure prescritte dalla stessa ASL? In quale altra ASL si chiede a un centro di dare informazioni sui lavoratori in malattia? (Abbiamo chiesto più volte al distretto se fosse solo per noi ma non ci hanno mai risposto). In quale altra ASL i pazienti sono costretti a fare causa per entrare in terapia? A dicembre solo grazie alla sentenza del giudice un ragazzo di 17 anni è rientrato in terapia. In questi giorni altri otto pazienti si sono rivolti alla Magistratura per compiere il ciclo terapeutico prescritto dai medici della ASL. Altri 22 hanno mandato una diffida al distretto senza neanche un minimo di risposta.

In quale altra ASL? La risposta è nessuna. Non dico in Campania, dico in Italia. E tutto questo non accade per tutti i centri della ASL ma solo per il nostro.  A dispetto delle norme, della verità sui tetti di spesa, e di ogni principio di equità e giustizia. Ecco perché oggi siete qui invece che a curare i “vostri” pazienti. 

Ma perché questo comportamento nei nostri confronti? Se qualcuno di voi sa qualcosa lo dica, se qualcuno di voi può scoprirlo lo scopra. Così sapremo finalmente perché i pazienti non hanno le cure che gli spettano.

Che ognuno faccia la sua parte e buona fortuna a tutti voi

 

Il segretario aziendale UIL  Giovanni Somma