Car sharing, truffe seriali: razzia di Fiat 500. In 6 mesi rubate 100 vetture

Auto sottratte a Roma e poi smantellate nel napoletano. Tre arresti

Immagine di repertorio

L’avvio delle indagini risale al mese di giugno dello scorso anno, quando i i rappresentanti legali di Eni, titolare del servizio di car sharing “Enjoy”, hanno denunciato il furto di circa cento Fiat 500. Un danno pari ad oltre un milione e mezzo di euro.

L’attività di indagine ha consentito ai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma di scoprire un vero e proprio giro di furti e riciclaggio di Fiat 500 del car sharing “Enjoy”. In manette tre persone della provincia di Napoli, nei cui confronti il Gip del Tribunale di Roma – su richiesta della Procura della Repubblica – ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per concorso in furto aggravato e continuato, indebito utilizzo di carta di credito e simulazione di reato aggravata e continuata.

Ricostruita nei dettagli la tecnica utilizzata dai malviventi per mettere a segno i colpi. Il sistema prevedeva la creazione di account sul portale www.enjoy.eni.com intestati fittiziamente ad ignari cittadini, utilizzandone dati anagrafici, numero dei documenti di guida, utenze telefoniche e numero di carte di credito.

Acquisita dunque la disponibilità delle Fiat 500, i malfattori manomettevano il computer di bordo con il dispositivo di geo-localizzazione. A quel punto le vetture venivano trasportate nel napoletano, smontate rapidamente in tutte le componenti ed indirizzate così’ al mercato parallelo dei pezzi di ricambio.

In un’occasione, addirittura, i tre arrestati, dopo aver rubato un’autovettura a Roma, ne hanno dichiarato lo smarrimento della targa a Napoli ed hanno provveduto a reimmatricolare il veicolo, che è stato venduto ad un acquirente in buona fede residente nella Provincia di Matera.

D’intesa con gli investigatori, nel corso delle indagini, la società titolare del servizio ha provveduto ad installare un ulteriore sistema di geo-localizzazione all’interno delle Fiat 500, grazie al quale sono stati raccolti importanti elementi di prova e fermati alcuni complici degli arrestati. Tuttavia, dotandosi di apparecchiature all’avanguardia, gli indagati sono riusciti ad individuare e manomettere anche il secondo sistema di geolocalizzazione.

La svolta alle indagini è giunta dopo la perquisizione domiciliare eseguita nei confronti di due indagati, nel corso della quale sono state rinvenute diverse carte di credito, schede telefoniche, carte d’identità, patenti di guida e codici fiscali, tutti intestati a terze persone ed utilizzati per mettere a segno i furti.