CAPITALI DA BANCAROTTA NEL SETTORE EDILE, 5 ARRESTI

0
40

I militari della Guardia di Finanza di Salerno, su delega della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, stamattina hanno effettuato 11 perquisizioni, in applicazione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 5 persone, per un sequestro di beni stimato per un valore di oltre 10 milioni di euro.

L’operazione illecita contestata, che si svolgeva nel Cilento, portava nel settore edile dei capitali accumulati negli anni con delle operazioni di bancarotta.

Alle indagini, avviate circa un anno fa, hanno collaborato anche i carabinieri della compagnia di Vallo diretti all’epoca degli accertamenti dal capitano Mennato Malgieri.

Tra i coinvolti ci sarebbe anche un esponente delle forze dell’ordine, in particolare un carabiniere.

IL COMUNICATO DELLA PROCURA

In data odierna, la Guardia di Finanza di Salerno ha eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali emessa dal GIP presso il Tribunale di Vallo della Lucania (SA), su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di cinque soggetti, indagati a vario titolo per i reati di associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, impiego di beni o utilità di provenienza illecita, intestazione fittizia e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio.  Per tre di essi è stata disposta la custodia cautelare in carcere; i restanti due soggetti sono stati posti agli arresti domiciliari presso l’abitazione di residenza. L’A.G. ha disposto anche il sequestro preventivo di 59 fabbricati, 37 terreni e un intero
impianto di produzione di calcestruzzo e relative betoniere, per un valore complessivo
superiore ai 10 milioni di euro, costituendo il patrimonio aziendale illecitamente
accumulato negli anni. Le misure restrittive scaturiscono dall’analisi della posizione economico-finanziaria di un imprenditore edile che, nel tempo, ha acquisito il totale monopolio nel settore dell’edilizia nell’Area Cilentana (il Comune di Ascea e zone limitrofe), reimpiegando il patrimonio accumulato in seguito a precedenti bancarotte fraudolente.

La complessa ed articolata attività di polizia giudiziaria, svolta dalla Guardia di
Finanza di Salerno, si è sviluppata attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali,
oltre che con mirati servizi di osservazione e pedinamento dei principali indagati. L’associazione per delinquere di natura “familistica” era composta da quattro persone: il proprietario di un noto impianto di calcestruzzo e sua figlia, veri dominus del gruppo e già arrestati per bancarotta fraudolenta nel 2013, un fratello con il ruolo di prestanome nelle diverse società satellite ed il marito della figlia, imprenditore originario della provincia di Napoli. Gli indagati hanno dato vita nel tempo ad una vera e propria società occulta, in posizione apicale rispetto alla pluralità di imprese ad esse di fatto riconducibili, le cui attività hanno favorito la realizzazione del complesso programma criminoso di distrazioni e reinvestimenti.

Gli indagati si avvalevano di un “sistema di amicizie” emerso nel corso delle indagini,
grazie al quale l’organizzazione veniva per tempo informata degli eventuali controlli
presso i cantieri.