Capaccio Paestum. Ampliamento del cimitero, arrestato l’ex vicesindaco Ragni

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I carabinieri di Salerno e Caserta hanno eseguito questa mattina un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal Gip presso il tribunale di Salerno, su richiesta della Procura nei confronti dell’ex vice sindaco del Comune di Capaccio Nicola Ragni, accusato di induzione indebita a dare o promettere utilità (arresti domiciliari)  Rodolfo Sabelli, dirigente comunale di Capaccio, responsabile del IV settore fino a qualche settimana fa, con l’accusa di abuso di ufficio (obbligo di dimora).

 

Le indagini hanno avuto inizio nel 2014 a seguito di una interrogazione relativa ai lavori di ampliamento del Cimitero Comunale. Sin dai primi accertamenti era emerso che l’intervento era stato affidato ad una associazione temporanea di imprese composta da Ktesis (subito un sequestro di quote), Navab (colpita da interdittiva antimafia) e Tekno Eko. Dopo la costituzione di una ulteriore società (Progetto Le Ceneri Paestum) l’intervento fu ad essa trasferito. Le indagini hanno verificato  che amministratore di questo nuovo soggetto era Rossella Marino, moglie di Giacomo Caterino, titolare della maggioranza delle quote della Ktesis e figlio dell’imprenditore Paolo Caterino, cugino di Antonio Iovine, condannato più volte in quanto esponente del clan dei Casalesi. Amministratore della Nabav, invece, Arturo Noviello, zio di Paolo Caterino.

Pur in presenza di tali provvedimenti il dirigente comunale Sabelli ometteva di acquisire la richiesta di documentazione antimafia.

Le intercettazioni successivamente hanno poi consentito di accertare l’esistenza di relazioni tra gli esponenti della società e il funzionario pubblico, confermando la natura dolosa delle violazioni di legge.

Proprio su tali violazioni si fondava l’iniziativa assunta presso il Lido Mediterraneo dall’allora capogruppo di maggioranza Roberto Ciuccio che interloquendo a nome di Ragni e di Leopoldo Marrandino (consigliere comunale) intimava all’imprenditore Giacomo Caterino di versare 2500 euro come tangente per ogni cappella da realizzare. Nove in tutto gli indagati.