Nocera. Caos al pronto soccorso, stavolta il testimone è il consigliere scafatese Angelo Matrone

Il giovane politico si è trovato ieri al pronto soccorso di Nocera Inferiore e si è detto "impietrito" per gli ingorghi che soffre la struttura. E tra i commenti sotto al suo post, anche gli 'ammonimenti' di alcuni blogger alla politica ma anche alla popolazione.

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Caos e ingorgo al pronto soccorso dell’Umberto I di Nocera Inferiore. La testimonianza stavolta viene dal consigliere comunale scafatese Angelo Matrone, che tramite Facebook si scaglia contro l’intera classe politica e si sfoga. Dopo la vicenda dei clochard che si “accasavano” al pronto soccorso per trovare riparo durante la notte, l’ospedale nocerino torna nuovamente sotto i riflettori per una questione, purtroppo, “vecchia quanto il mondo”: il sovraffollamento del pronto soccorso. Matrone si è ritrovato ieri a Nocera e ha immortalato con il suo smartphone una scena di disagi con tanto di commento al vetriolo. “Sono al pronto soccorso di Nocera – le sue parole – Assisto impietrito a questo scenario vergognoso: pazienti buttati nei corridoi per ore ed ore. Sovraffollamento e attese infinite sono i risultati scandalosi raggiunti dai nostri politici. Dobbiamo reagire – ha continuato – ci hanno tolto la dignità . Dove sono adesso? Vengano qui a rimediare ai loro disastri. Un post di denuncia a cui sono seguiti, pochi minuti dopo, tantissimi commenti di altrettante persone indignate. La caccia al colpevole ha dato presto i suoi frutti: sebbene i nomi e cognomi siano mancati, i riferimenti ci sono stati tutti. Anche all’intera popolazione. “Fare un nome anzichè un altro – il commento di Giovanni – non cambia la condizione miserabile in cui siamo ridotti. Molti si defileranno addossando la colpa a qualcun altro. Stiamo facendo questo da 8 anni. Se siamo in queste condizioni la colpa è di tutti, anche di noi cittadini. Non abbiamo imbracciato i forconi quando ce n’era bisogno. A volte ripartire dal Medioevo può essere utile”. Non si è fatta attendere l’ammonizione di un altro blogger: “Cari politici scafatesi il tempo delle denunce sui media o su Facebook è finito – ha scritto – bisogna scendere nelle piazze bloccare autostrade e ferrovie e se necessario prendersi qualche denuncia. Il popolo vi seguirà qui si tratta di vita o di morte e non esagero. Francamente lo avrei fatto già da tempo.”